Calcio

Reggiomediterranea-Locri, mister Carella prova a spegnere le polemiche

REGGIO CALABRIA – Continuano gli strascichi polemici del post Reggiomediterranea-Locri, match andato in scena domenica scorsa al Longhi Bovetto, conclusosi con l’affermazione della compagine jonica e che ha generato diversi spunti di discussione, legati alle dichiarazioni, rese a caldo, del tecnico dei gialloblu Peppe Carella (in foto). 
Proprio l’allenatore della squadra capitanata dal duo Cloro-Leo intende mettere un punto fermo rispetto a quanto avvenuto pochi minuti dopo la conclusione delle ostilita’. «Ancora oggi, mio malgrado – spiega il tecnico -, dai giornali vengono strumentalizzate affermazioni che io ho esternato appena qualche istante dopo il triplice fischio di chiusura dell’arbitro. Parole evidentemente figlie della trance agonistica coinvolgente, mi pare ovvio, anche il sottoscritto, della tensione accumulata per tutti i 90′ e passa minuti di una gara che, tuttavia, ribadisco come non meritassimo affatto di perdere, non avendo riscontrato alcun divario tecnico-tattico tra noi ed il Locri, pur sottolineando che abbiamo battagliato contro una formazione molto competitiva per i piani alti di classifica.
Provo un forte senso di rammarico – prosegue il tecnico della Reggiomediterranea -, poiche’ non intendevo offendere nel modo piu’ assoluto ne’ l’allenatore, ne’ tantomeno la piazza di Locri, cui sono legato in maniera profonda per la splendida cavalcata di due anni or sono, coronata dal salto in Eccellenza.Sono stato provocato, a tutti gli effetti, dal giornalista durante l’intero svolgimento della nostra chiacchierata, pur evidenziando come avro’ certamente sbagliato nei modi d’espressione, non certo in relazione ai contenuti, che confermo appieno, e di cui rimango sempre convinto».
Infine Carella non manca di scusarsi con gli avversari: «Chiedo pubblicamente scusa al mio amico Umberto Scorrano, al quale peraltro mi legano rapporti di stima e vicinanza, avendolo guidato come giocatore nell’esperienza sulla panchina del Rosarno, ed all’intera citta’ di Locri, a me molto cara».

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