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Versa un centesimo di troppo, deve pagare di nuovo il bollettino

COSENZA – Si è recato all’ufficio postale di Via 24 Maggio a Cosenza, per effettuare un versamento di dieci euro e venti centesimi, necessario per il rinnovo della patente. Ma l’impiegata, erroneamente, ha registrato un pagamento di euro 10,21. Apparentemente un’inezia, ma per l’ottusa burocrazia, mescolata ad una tecnologia che non fa sconti, quel centesimo di troppo era un muro insormontabile. Quando l’interessato si è recato nel vicino ufficio di medicina legale, il sistema ha respinto la ricevuta del bollettino, per la difformità della cifra pagata rispetto a quella richiesta. Il malcapitato, che ha chiesto di rimanere anonimo, è stato allora invitato ad effettuare un secondo versamento, questa volta senza sbagliare l’importo. Per i soldi già pagati invece, avrebbe dovuto compilare una richiesta di rimborso. In verità, a rimetterceli quei dieci euro e 21 centesimi, è stata l’impiegata delle poste responsabile della svista. Un prezzo alto da pagare (mille volte l’importo rispetto all’errore commesso) in questa storia di ordinaria follia all’italiana.

Reggio Calabria, arrestato pedopornografo

bambini maltrattatiREGGIO CALABRIA Un uomo di 32 anni è stato arrestato a Reggio Calabria dagli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni della Calabria per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. L’uomo era in possesso di oltre diecimila file, tra video e foto, con immagini pedopornografiche. Al trentaduenne è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice del Tribunale di Reggio Calabria che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica. Il trentaduenne, attraverso un apposito software, avrebbe inserito in rete le foto ed i video pedopornografici, consentendone la condivisione da parte di altri utenti del web. Nell’abitazione dell’indagato era infatti già stato rinvenuto e sequestrato materiale informatico che, analizzato dagli investigatori, aveva consentito di acquisire elementi di riscontro sull’acquisizione e successiva divulgazione di video con preadolescenti vittime di abusi sessuali, accertando, altresì, l’esistenza di apposite cartelle, create dall’arrestato, per classificare le diverse tipologie di immagini e video conservati.