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Imprenditori vittime di estorsioni, Molinari e Barbanti (M5S): “Serve un’associazione antiracket regionale.

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del M5S:
ROMA – A scorrere i dati contenuti nell’indagine dell’istituto Demoskopica, realizzata per la banca di Credito Cooperativo Mediocrati, in Calabria gli operatori economici che avrebbero ricevuto richieste estorsive sono circa 15mila. Una cifra a tre zeri che dovrebbe far scattare un vero e proprio allarme sociale da parte delle istituzioni competenti se non fosse che, almeno secondo questo studio, parte delle richieste estorsive partirebbero proprio dall’interno delle istituzioni.
Secondo lo studio i maggiori danni li riceverebbero le imprese edili e dei servizi rispettivamente con il 13,2% e 13%, seguiti subito dopo dagli imprenditori agricoli (11,7%), mentre le percentuali minori si registrano tra le imprese commerciali (2,4%) e dell’industria (8,7%).
Ma il dato mortificante è che il 45,8% degli imprenditori intervistati ha ammesso che la motivazione più frequente della richiesta di tangenti è la velocizzazione di una pratica ed a richiederla sarebbero, nel 26,1% dei casi, i funzionari che gestiscono gli appalti pubblici e, nel 17% dei casi, i politici.
E’ una notizia che, pur non sorprendendo, nulla toglie al rinnovo della comune indignazione per un potere corrotto che si pone sullo stesso piano della criminalità organizzata, creando un sistema malato che inficia le regole del mercato e della democrazia, condannando alla marginalità la Calabria.
Come Movimento 5 Stelle non possiamo che prendere una posizione netta e decisa contro questo fenomeno vergognosamente tollerato, posizione già espressa nei mesi scorsi allorché abbiamo chiesto nel Cosentino la costituzione di una associazione antiracket per creare una rete amica dell’imprenditore che si ribella.
Oggi chiediamo ai prefetti delle cinque Province calabresi e al Consiglio Regionale di farsi carico della questione e di creare un comitato a livello regionale, comprensivo delle categorie vessate, per contrastare – ovunque sul territorio – sia la lunga mano delle organizzazioni criminali che quella di funzionari e politici corrotti. La nostra richiesta parte dalla considerazione che solo facendo cerchio intorno all’imprenditore coraggioso si possa dare il via a quel processo di rinnovamento culturale della nostra terra, rinnovamento che deve necessariamente partire dal basso, dalla società civile, dal singolo cittadino.
In questa primavera di ribellione all’illegalità diffusa, che solitamente si tollera come pratica consolidata, nessuno deve più rimanere solo : soli si è preda degli avvoltoi,  in gruppo si diventa inattaccabili. Noi, da semplici cittadini rispettosi della legge, siamo pronti a chiedere la tutela della Legge.
I calabresi imparino a fidarsi dei calabresi e a creare comunità. E’ arrivato il momento che, anche in Calabria, nasca e cresca una associazione anti racket, perché nessuno di senta solo e nessuno rimanga indietro ; è arrivato il momento che questa terra cessi di essere di confine.
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