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Salviamo gli animali del Parco Robinson

RENDE – Il parco Robinson di Rende è una piccola isola felice sorta nel bel mezzo del caos urbano, un posto dove alberi altissimi e prati fioriti fanno da sfondo ai bambini che dondolano sorridenti sulle loro altalene, agli anziani che passeggiano senza temere che qualcuno possa investirli e scappare via, agli amanti dello sport che si dividono tra l’area del pattinaggio, le piste ciclabili e i percorsi naturalistici dai quali è possibile ammirare gli animali che vivono all’interno del parco. Ma la realtà è un’altra, il parco che apparentemente sembra un’incantevole via di fuga è sudicio, fetido e poco illuminato ma l’aspetto più deplorevole riguarda il trattamento subito dagli animali, le condizioni in cui vivono queste indifese creature sono strazianti.

Le papere e le anatre sono confinate in un laghetto sempre sporco che mette seriamente a rischio le loro condizioni di salute, gli uccelli, le colombe e il pavone sono rinchiusi in grossa gabbia senza cibo e acqua e disperati beccano il cemento. Le puledre sono quasi sempre senza fieno, lo stallone ha una brutta e sanguinante infezione all’occhio e dallo stress morde continuamente la rete che lo separa dagli altri cavalli. Gli struzzi sono sempre più spennacchiati e il daino dalle corna mutilate vaga in completa solitudine. Spazi angusti, sporcizia, fango e animali denutriti questa è la realtà, altro che isola felice.

Un gruppo di liberi cittadini indignati e disgustati da questa situazione ha deciso di far sentire il proprio sdegno, ponendola all’attenzione di tutti e costringendo ad aprire gli occhi per vedere che quella che si sta consumando altro non è che una silenziosa tortura. Ogni giorno si impegnano a monitorare le condizioni di salute di questi poveri animali portano loro del cibo, frutta e verdura in particolar modo, e da subito si sono attivati nella ricerca di qualcuno disposto ad adottarli.

Su Facebook hanno dato vita a una forte campagna di denuncia e di sensibilizzazione e sul gruppo aperto Salviamo gli animali del Parco Robinson, che conta quasi 500 iscritti, pubblicano le foto, gli aggiornamenti sulle condizioni degli animali e valutano le possibili strategie di intervento. Inoltre Annalisa Brescia insieme a suo marito Giacomo Anelli sta raccogliendo le adesioni per una denuncia collettiva per maltrattamento di animali, entrambi avvocati si sono resi disponibili gratuitamente per portare avanti questa battaglia.

La speranza di vivere in un paese migliore passa necessariamente dalla rivendicazione di quell’obbligo morale secondo cui agli animali non vanno riconosciuti solo i più basilari dei diritti ma bisogna lottare affinché non vengano mai più schiavizzati, maltrattati e sottoposti a torture quotidiane. Il dolore, la sofferenza, il terrore della morte, sono sentimenti universali, uguali per qualsiasi essere vivente e non capire questo significa essere ancora molto lontani dalla civiltà.

Gaia Santolla

 

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