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“Una scelta in Comune”: Rende il primo comune calabrese ad aderire

RENDE (CS)  Dal 27 luglio presso gli Uffici Anagrafe del Comune di Rende, all’atto del rilascio o del rinnovo della carta d’identità è possibile esprimere la propria volontà sulla donazione degli organi. E’ ufficiale. La conferenza stampa di ieri ha in pratica dato il via all’attuazione concreta del progetto nazionale “Una scelta in Comune”. Nella stanza del sindaco di Rende Marcello Manna, tra fotografi, giornalisti e anche curiosi, si respira aria di festa. Tanta è l’orgoglio del primo cittadino che presenta questa giornata come una “giornata importante per la comunità. Rende è il primo Comune in Calabria che riesce a dare concretezza a questo progetto nazionale. Purtroppo nella burocrazia valgono i mesi e non i giorni, ma grazie all’impegno degli uffici siamo riusciti ad arrivare all’obiettivo che è quello di dare la possibilità di responsabilizzare il cittadino, ma soprattutto libera i familiari di una dolorosa scelta”. Al tavolo della conferenza anche il consigliere comunale Gaetano Morrone che si è impegnato in prima persona per arrivare a questa importante giornata. Ed è lo stesso Morrone che ringrazia “ la società informatica Aquarius di Angelo Lo Celso.

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E soprattutto grazie alla loro velocità che siamo riusciti a mettere in pratica questo importante progetto”. C’è anche la referente regionale per il progetto Annalisa Mancuso, il coordinatore regionale Donazione Trapianto Organi e Tessuto  e Organi dottor Pellegrino Mancini. Quest’ultimo ha ringraziato e fatto un grande elogio al Comune di Rende anche perché “non solo è il primo comune che attua il progetto nazionale, ma proprio da questa giornata può venire la spinta agli altri comuni di velocizzare dei processi che in fondo avevano già deliberato”. La dottoressa Annalisa Mancuso tiene a sottolineare che “la donazione degli organi è un segno di civiltà, capace davanti al limite della morte di valorizzare la vita con un estremo atto di solidarietà. Un gesto del quale c’è tanto bisogno perché il numero dei donatori è inferiore di un terzo rispetto al numero di persone in lista d’attesa. I risultati ottenuti- continua- la Mancuso- nelle realtà dove i comuni già consentono di esprimere la volontà sul documento d’identità, sono molto positivi, con significativi aumenti di espressione della propria volontà”. La bandiera della donazione sventola alta a Rende. Un comune capofila che non ha perso tempo anche perché “donare è vita”.

 

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