8@30 in piazza

Dichiarazione di Nuccio Fiorentino di Azione Popolare su Comune di Catanzaro

Nuccio Fiorentino

CATANZARO – Le sentenze sono da rispettare sempre, qualunque sia l’esito. Tuttavia, è opportuno ricordare che la decisione del TAR calabrese di far ripetere in otto sezioni il voto delle amministrative del Capoluogo, con conseguente sospensione del Sindaco, del Consiglio e della Giunta, provoca una grave interruzione dell’attività politica comunale.
Non possiamo non riflettere, con amarezza, che tale decisione di sospensione rischia di avere un effetto devastante sulla comunità di Catanzaro, sia dal punto di vista amministrativo sia da un punto di vista psicologico. Non dimentichiamo che in pochissimo tempo la Città si è trovata, per motivi che conosciamo tutti, ben due volte commissariata!
Il Tar ha deciso, dunque, che bisogna rivotare in quelle famose sezioni, ma le motivazioni della sentenza ancora non le conosciamo. Attendiamo, quindi, di leggerle con fiducia ma con la consapevolezza che Catanzaro non è la Città marcia, corrotta e mafiosa che qualcuno potrebbe, e forse vorrebbe, far credere.
La Città si stava rimettendo in moto con enorme fatica, grazie al lavoro, alla solerzia, all’operatività e alla bravura del Sindaco Abramo, che i Cittadini avevano fortemente voluto e che, senza tema di smentita, è riuscito in poco tempo a far rientrare Catanzaro nel patto di stabilità. Cosa di non poco conto, vista la disastrosa situazione economica in cui
versava il Comune, specialmente se si considera che si era riusciti a far riaprire i cantieri e ad accedere a finanziamenti che si stavano perdendo. Ora, invece, si rischia di ricadere nel torpore, in una fase di ingovernabilità che speriamo sia di brevissima durata nel tempo.
Ciò che abbiamo visto fare qualche giorno fa ad alcuni politici, candidati trombati, sostenitori ed avvocati, ovvero quelle scene di giubilo, con tifo e cori da stadio, come se si fosse conseguita chissà quale vittoria, certamente non è stata una dimostrazione di raffinata eleganza né di stile. Non compete a noi esprimere giudizi sui modi e sulle maniere con cui ognuno rappresenta i propri sentimenti, certi che sapranno giudicare di nuovo gli elettori che torneranno alle urne.
Concludendo, mi auguro che dopo questa ennesima prova che deve sostenere la Città, si possa mettere finalmente la parola fine a “questa lunghissima stagione politica intrisa di veleni”, e che si possa realizzare quel sogno americano, dove, dopo le elezioni, chi vince governa ed il perdente prende atto della sconfitta, iniziando immediatamente anch’egli da altra posizione a lavorare per il bene comune del Paese.

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