Attualità

Ad Oliverio il premio “Ascia Votiva 2017” consegnato ieri a San Sosti

SAN SOSTI (CS) – Consegnato ieri sera a San Sosti, nel corso di una suggestiva e partecipata manifestazione pubblica, il prestigioso premio “Ascia votiva 2017” al Presidente della Giunta regionale Mario Oliverio. L’ascia, che ha un valore unico, rappresenta il simbolo del Comune di San Sosti e testimonia la ricchezza archeologica di questo territorio. Essa risale al VI sec. a.C. e si crede sia stata offerta alla dea Hera come ex voto da un pugile, vincitore di un’Olimpiade. Nel 1857 era ancora a San Sosti quando cadde nelle mani di un orafo romano, Alessandro Castellani e, in seguito, fu acquistata da sir Charles Thomas Newton allora curatore della sezione antichità del British Museum di Londra da cui non è più tornata. L’epigrafe incisa su di essa rappresenta il più antico documento scritto in dialetto dorico acheo. Il Presidente della Regione è giunto a San Sosti nel primo pomeriggio di ieri insieme al consigliere regionale Franco Sergio. Prima di ricevere il premio ha inaugurato, alla presenza di numerose autorità civili, politiche e religiose, sindaci e amministratori locai, uno splendido complesso sportivo, comprendente anche un attrezzato parco giochi per bambini. L’ impianto, che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello per l’intera comunità sansostese e che in futuro sarà completato anche di piscina e campi da calcio e servirà l’intero comprensorio della Valle dell’Esaro, è stato completamente rammodernato e ristrutturato grazie all’intervento determinante dell’imprenditore Massimiliano Baffa che da anni opera con una propria attività imprenditoriale in questo territorio. «Infrastrutture come queste –ha detto Oliverio nel corso del suo breve intervento- sono fondamentali perché consentono ai nostri ragazzi di poter stare insieme e praticare le discipline sportive che amano anche in realtà lontane rispetto dai grandi centri come la vostra. Il fenomeno dello spopolamento e dell’abbandono che da decenni sta svuotando i nostri piccoli centri si combatte anche così: creando luoghi di aggregazione giovanile, offrendo occasioni e possibilità ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze di rimanere nei posti dove sono nati e di vivere e praticare le attività che più stanno loro a cuore. Naturalmente perché tutto ciò si realizzi sono necessarie politiche e interventi che vedano coinvolti i diversi livelli della vita pubblica. Più soggetti devono scendere in campo e più tasti devono essere suonati perché questo fenomeno possa essere contrastato efficacemente. In questa direzione occorre pensare anche a politiche fiscali agevolate destinate ai piccoli centri per attirare ed incentivare nuovi investimenti su di essi. A tal proposito posso anticipare qui che, come Regione, stiamo costituendo un fondo di 100 milioni di euro da destinare al rilancio dei piccoli borghi non solo dal punto di vista urbanistico e strutturale, ma soprattutto dal punto di vista culturale ed identitario, mirando alla valorizzazione delle attività artigianali ed enogastronomiche».

 

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