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Covid, la protesta dei sindaci cosentini. Sottoscritto documento per chiedere al Governo provvedimenti urgenti

la mobilitazione dei sindaci - 2

COSENZA – E’ andato in scena questa mattina davanti l’ingresso del Pronto soccorso dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza la mobilitazione delle fasce tricolori della provincia di Cosenza. Tanti i sindaci cosentini che hanno risposto presente all’appello che nei giorni scorsi era stato loro rivolto dal Sindaco della città dei Bruzi Mario Occhiuto per richiamare l’attenzione sulla grave emergenza sanitaria sofferta dall’Ospedale hub di Cosenza e dal suo pronto soccorso, messi a dura prova dalle carenze di organico nel personale sanitario, dalla mancanza di posti letto e da un sistema sanitario vicino al collasso che rendono difficilissima la gestione della pandemia.

La manifestazione è stata aperta dal Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto che ha subito esordito mettendo in evidenza le criticità dell’Ospedale dell’Annunziata, acuite dall’innalzamento dei contagi e dal propagarsi della nuova ondata pandemica.

“L’Ospedale Hub di Cosenza – ha sottolineato Occhiuto – dovrebbe avere 709 posti, mentre, invece, ne ha 450. In questi ultimi mesi 150 dei 450 posti letto sono stati adibiti a posti covid, anziché essere aggiuntivi, con il risultato che ci sono ammalati di altre patologie che oggi sono senza servizio sanitario. Abbiamo chiesto – ha aggiunto Occhiuto – di incrementare i posti letto per i reparti covid, ma non con posti sostitutivi. Devono essere posti aggiuntivi per come era stato previsto, così come devono essere aumentati i posti letto di terapia intensiva che dovevano essere garantiti e non sono stati realizzati in quest’anno”. Occhiuto è particolarmente esplicito: “abbiamo perso un anno e due mesi senza che sia stato fatto assolutamente nulla”. Il suo intervento è interrotto dagli applausi delle altre fasce tricolori quando il primo cittadino di Cosenza chiede a gran voce che venga incrementato il personale sanitario, manifestando grande sostegno ai medici in prima linea nell’azione di contrasto alla pandemia”.  E ancora un altro passaggio importanti dell’intervento del primo cittadino di Cosenza: “Un mese fa ho chiesto al commissario Mastrobuono di inviare una richiesta, come mi è stato chiesto dai vertici militari, al ministro Lorenzo Guerini per riaprire l’ospedale militare da campo dell’Esercito, ma non è stato ancora possibile farla. Quello che era prima l’Ospedale da campo sta ora funzionando come centro vaccinale, ma poteva continuare ad essere un ospedale con 40 posti letto e 4 di terapia intensiva, peraltro a due passi dalla terapia intensiva della città di Cosenza. Abbiamo chiesto anche di accelerare con le vaccinazioni. La mobilitazione di oggi – ha puntualizzato Occhiuto – ha questo scopo: chiedere ai più alti livelli governativi ed anche alla deputazione parlamentare calabrese, perché se ne faccia carico e li sostenga, di far si che chi ha potere per farlo assuma alcuni provvedimenti urgenti e non più differibili. Hanno fatto un piano di assunzione straordinario di migliaia di persone. Perché – si chiede Occhiuto – qualche decina di queste persone non viene ad esempio destinata al pronto soccorso dell’Annunziata?”.

Alla manifestazione di questa mattina è intervenuto anche il Sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi che è anche Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asp.

“Stiamo soffrendo da mesi in solitudine – ha detto Stasi – come soltanto i Sindaci, purtroppo, devono fare e sanno fare. In quest’anno abbiamo combattuto tutte le conseguenze dell’emergenza pandemica, che non sono soltanto quelle sanitarie, ma anche quelle economiche e sociali, praticamente a mani nude. C’era bisogno di un momento in cui unirci e la partecipazione di questa mattina è il segnale di come i sindaci della provincia di Cosenza sappiano stare uniti. Avevamo chiesto al Ministro Speranza, ancor prima che scoppiasse la pandemia, un piano straordinario di assunzioni di personale sanitario. Un anno dopo, nulla è accaduto e noi siamo qui ad avanzare le stesse rivendicazioni. Che i commissari – questo l’appello di Stasi – utilizzino i poteri speciali di cui dispongono per supportare l’erogazione di servizi sanitari nella provincia”.

All’intervento di Stasi ha poi fatto seguito quello del Presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci. “Quando i sindaci sono costretti a protestare – ha detto – è perché si è arrivati ad un punto di sopportazione che non è più possibile sostenere. La presenza qui oggi – ha aggiunto Iacucci – non è un atto d’accusa verso l’Ospedale di Cosenza. Siamo qui perché l’Hub di Cosenza è la punta più avanzata della sanità in provincia, ma il problema esiste anche negli spoke e in tutta la medicina del territorio. C’è una sottovalutazione da parte di chi dovrebbe intervenire, dei commissari, del Ministero della sanità e della Regione Calabria. Non si può consentire a nessuno che nell’unità di crisi regionale si affronti il problema della sanità nella provincia di Cosenza e non c’è una rappresentanza degli enti locali”.

Hanno preso, inoltre, la parola il parlamentare e sindaco di Diamante Ernesto Magorno, il sindaco di Acri Pino Capalbo (video), il sindaco di Paola Roberto Perrotta e il Presidente facente funzioni di Anci Calabria Francesco Candia

Subito dopo la manifestazione, i primi cittadini hanno sottoscritto un documento indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, al Ministro della salute Roberto Speranza, alla deputazione calabrese in Parlamento, ai consiglieri regionali della Calabria e al Presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, al Commissario Straordinario per la Sanità in Calabria Guido Longo, al Commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera Isabella Mastrobuono e al Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale Vincenzo La Regina. Nel documento sono state specificate una serie di richieste di azioni urgenti per il contrasto alla pandemia e per la tutela del diritto alla salute nella provincia di Cosenza, attraverso il potenziamento e la migliore organizzazione dei servizi sanitari ospedalieri.

 
 

 

 

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