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La Calabria ha un piano vaccini. Longo approva l’aggiornamento

CATANZARO – la Calabria ha finalmente il suo piano vaccini. Il commissario ad acta della sanità in Calabria, Guido Longo, ha approvato con un decreto adottato ieri sera l’aggiornamento del Piano vaccinale della regione contro il Covid 19. Il precedente piano, approvato l’11 gennaio, era scaduto il 31 marzo.

Vaccini e fasce d’età

Quello aggiornato dal commissario Longo individua, in primo luogo, le categorie prioritarie da vaccinare, disponendo anzitutto il completamento di quelle indicate nella fase 1: sono citati gli ospiti delle Rsa, gli over 80 affidati ai medici di medicina generale in cui è “inclusa la somministrazione a domicilio delle persone che non possono deambulare in modo autonomo”, il personale scolastico e delle forze dell’ordine, i soggetti fragili – secondo la classificazione nazionale – che dovranno prenotarsi nell’apposita piattaforma gestita dalle Poste Italiane. Le ulteriori categorie sono indicate su base anagrafica: gli over 70, gli over 60, gli under 60 con comorbilità e poi il resto della popolazione under 60.

Ricognizione punti vaccinali

Il piano aggiornato poi effettua una ricognizione dei punti vaccinali, che in Calabria attualmente sono 97, ai quali si aggiungeranno nuovi hub, dislocati per singola provincia: nel dettaglio, Catanzaro Ente Fiera con 20 punti vaccinali; Corigliano-Rossano (Cosenza) Palazzetto dello sport con 20 punti vaccinali; Siderno (Reggio Calabria) Palazzetto dello sport con  20 punti vaccinali; Vibo Valentia Palazzetto dello sport con  6 punti vaccinali; Mesoraca (Crotone) Palestra plesso scolastico con 4 punti vaccinali e Reggio Calabria Reparto Mobile Polizia di Stato con 10 punti vaccinali.

Sequenziare la variante Covid 19

Infine, tra le novità del piano aggiornato, alcune indicazioni operative per il sequenziamento delle “varianti” del Covid 19, con l’individuazione dei laboratori dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro e dell’azienda ospedaliera universitaria Mater Domini di Catanzaro: il piano del commissario Longo prevede di arrivare “ad una capacità di identificazione delle varianti su base routinaria di circa il 10-20% sul totale dei tamponi positivi giornalieri, fermo restando la disponibilità di reagenti dedicati specificamente al sequenziamento del genoma virale o di parte di esso. Pertanto si procederà, anche in considerazione dello sforzo nazionale e internazionale per il sequenziamento del genoma virale, ad individuare le modalità di finanziamento per l’acquisizione dei reagenti al fine di evitare possibili interruzioni delle forniture da parte delle aziende a far fronte alle crescenti richieste da parte dei laboratori”. 

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