Attualità

La FIL dice no ai Commissari dell’Azienda Sanitarita provinciale di Reggio

REGGIO CALABRIA – L’azienda Sanitaria provinciale di Reggio Calabria ha visto succedersi dal 2015 ad oggi circa 130 Commissari ad Acta (di cui ben 7 dal solo Gennaio 2016), nominati dal Prefetto di Reggio Calabria per la composizione dei debiti dell’Ente maturati negli ultimi 10 anni.
Scorrendo velocemente le delibere dei Commissari suddetti non può non saltare all’occhio come, a fronte di una sorte capitale (cioè di debiti da pagare) di meno di 19 milioni di euro, siano stati deliberati importi che superano i 31 milioni di euro. Questo significa che sono stati sottratti ben 12 milioni di euro ad investimenti a favore di attrezzature e servizi da rendere ai cittadini. I debiti riguardano in particolare la gestione delle ex Asl di Locri, Palmi e Reggio Calabria.

“A ben vedere – afferma una nota della FIL – ci sono delibere dei Commissari ad acta che riguardano debiti verso fornitori inferiori ai 5mila euro, gravati da interessi e spese legali che superano di 10 volte la sorte capitale. La Federazione Italiana Lavoratori (FIL-Sanità) ritiene che questi atti siano da ricondurre quanto meno ad un atteggiamento “negligente” dei Direttori Generali e dei Commissari che si sono succeduti negli ultimi 10 anni alla guida della sanità Reggina, reputando opportuno il rivolgersi alla Corte dei Conti perché accerti responsabilità oggettive e soggettive di quello che sembra configurarsi come un vero e proprio danno erariale. Certo è che in ogni caso è arrivato il momento – continua – di porre un freno a questo meccanismo, con la creazione di un Ufficio apposito che riesca a mantenere gli impegni economici dell’Ente abbattendo così il contenzioso e, conseguentemente, costi e interessi. Non si può più giocare a rimpiattino, è arrivato il momento – conclude la nota – di accertare responsabilità e negligenze (laddove sussistano) ma soprattutto occorre riportare l’amministrazione della sanità Reggina in un percorso di “normalità” con provvedimenti urgenti e indifferibili”.

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