Attualità

Pasticcio burocratico all’Aci, salta la Coppa Sila

COSENZA – Ha preteso di formare ufficiali di gara della provincia di Cosenza così da evitare di accollarsi le spese di trasferta per ogni competizione, ha contestato con successo una modifica del regolamento delle corse che avrebbe costretto le scuderie a sostenere ingenti costi per cambiare gli pneumatici. Infine, aspetto ancora più rilevante, l’Automobil Club Cosenza ha chiuso il bilancio non in perdita, per cui il presidente non ha la necessità di recarsi a Roma per pietire lo stanziamento di fondi extra per il risanamento dei conti. Sarà per questo che il presidente dell’Aci nazionale Angelo Sticchi Damiani ne ha chiesto il commissariamento? Qualche dubbio al presidente del consiglio direttivo, Sergio Aquino, è venuto. Lo ha spiegato egli stesso nel corso di una conferenza stampa in cui ha ripercorso le tappe di questa vicenda. La conseguenza più dolorosa è la mancata disputa della Coppa Sila. In questo week end si sarebbe dovuta celebrare la 38ma edizione. Era tutto pronto ma tecnicamente l’Automobil Club Cosenza allo stato attuale non può né organizzare, né deliberare alcunché. La proposta di commissariamento avanzata dal numero uno dell’Aci, ne ha di fatto congelato le funzioni, in attesa che il competente Ministero dei Beni Culturali (prima era il Ministero del Turismo) si esprima in merito. La motivazione? «E’ venuto meno il quorum costitutivo minimo per la validità delle riunioni del Consiglio direttivo» scrive Sticchi Damiani. Dopo le dimissioni dell’ex assessore provinciale ai trasporti Giovanni Forciniti, nel consiglio direttivo sono rimasti quattro soggetti: Sergio Aquino (presidente), Antonella Reitano (vicepresidente). Giorgio Piro e Valentina Zinno (membri del consiglio d’amministrazione). Troppo pochi rispetto ai nove previsti. «Peccato – spiega Sergio Aquino – che all’unanimità l’Automobil Club di Cosenza aveva da tempo deciso di ridurre i membri del consiglio direttivo da nove a cinque. Ma non abbiamo fatto in tempo a segnalare questa circostanza al presidente nazionale perché la proposta di commissariamento è giunta contemporaneamente alle dimissioni di Forciniti». Il risultato di questo pasticcio istituzionale è una sorta di limbo per effetto del quale l’attività dell’Aci Cosenza è paralizzata, ma non può impugnare il provvedimento davanti al Tar poiché deve attendere che formalmente il Ministero ne prenda atto.

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