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Lea, semplicemente

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PETILIA POLICASTRO(KR)- Una storia triste, di quelle che lasciano l’amaro in bocca quella di Lea Garofalo. Ma chi è Lea?Lea è figlia della Calabria,di  quel pezzo di sud Italia malato,logorato da un tumore inguaribile di nome ‘ndrangheta.Cresciuta in una famiglia affiliata alla criminalità,Lea ha il destino segnato sin da subito.Il fratello Floriano è a capo di una cosca locale,il compagno Carlo Cosco gestisce un giro di spaccio e usura a Milano.Dall’amore tra i due nasce Denise,una bambina per la quale Lea sogna un futuro all’insegna della legalità. Dopo l’arresto del compagno,Lea decide di lasciarlo e di trasferirsi a Bergamo. Ma l’uomo non può accettare l’abbandono, sarebbe un fardello troppo pesante che segnerebbe la vita di chi potrebbe perdere tutto fuorché l’onore e inizia a minacciare Lea che stanca,  si rivolge alla forze dell’ordine alle quali confessa i loschi affari in cui è coinvolto l’ex compagno. Sottoposte al programma di protezione, Lea e Denise assumono una nuova identità e cambiano continuamente residenza fino al 2009 quando la donna, sfiduciata dal sistema giudiziario e logorata dalle pressioni dell’ex compagno, decide di uscire dal sistema di protezione. Rimasta senza soldi e priva di lavoro, in preda alla disperazione si rivolge all’ex per il mantenimento della figlia e lui ne approfitta nel più vile dei modi. Lea viene rapita, uccisa e il corpo sezionato viene dato alle fiamme. A questo punto entra in scena Denise, che permetterà di individuare e processare i responsabili dell’omicidio della madre costituendosi parte civile contro il padre.

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È andata in prima serata su Rai 1 la sua storia raccontata da Marco Tullio Giordana.  “Lea” il titolo scelto,un titolo semplice, privo di fronzoli che racconta senza filtri e edulcorazioni la storia di una donna, una madre e una compagna temeraria che ha lottato contro la sua famiglia e contro il compagno, che in nome della giustizia non si è piegata ai dettami della mafia.Una storia di denuncia che rende omaggio ad una donna diventata modello civile di coraggio quella regalataci regalata da Marco Tullio Giordana, “eroe” del cinema di denuncia. Un  cast variegato, con una amalgama perfettamente riuscita che ha visto anche la presenza degli attori calabresi Linda Caridi e Alessio Praticò.Ciao Lea, la tua morte ci ha lasciato sbigottiti ma non è stata vana perché le persone muoiono, ma le loro idee camminano sulle gambe di chi resta.

Rita Pellicori

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