Cultura&Spettacolo

Annunciati al Vittoriale degli Italiani i tre finalisti del Premio letterario nazionale Caccuri

GARDONE RIVIERA (BS) – Pierluigi Battista con “Mio padre era fascista” edito da Mondadori, Edoardo Boncinelli con “Noi siamo cultura” edito da Rizzoli e Gianluigi Nuzzi con “Via Crucis” edito da Premio CaccuriChiarelettere saranno i finalisti della V edizione del Premio Letterario Caccuri, come ufficializzato dallo storico e scrittore Giordano Bruno Guerri, presidente delle giurie del concorso. L’annuncio è stato dato nel corso della presentazione dell’evento, svoltasi oggi presso il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera (Brescia). Le tre opere scelte saranno sottoposte al giudizio della Giuria tecnica nazionale e di quella composta da oltre 80 tra gli Accademici Caccuriani, l’associazione culturale promotrice del premio. A formare la Giuria nazionale saranno, invece, scrittori e giornalisti, esponenti del mondo accademico e culturale, in numero di 30. Il concorso si svolgerà la prossima estate, dal 7 al 10 agosto a Caccuri, piccolo borgo medievale della provincia di Crotone, che sarà palco di dibattiti, approfondimenti e incontri sullo stato della lettura in Italia (solo 5,6 ore medie settimanali a fronte delle 6,5 ore della media mondiale, secondo lo studio realizzato dall’agenzia di mercato NOP World). Anche quest’anno, come nelle edizioni precedenti (vinte da Pino Aprile, Roberto Napoletano, Barbara Serra e Claudio Martelli) molti saranno i grandi nomi del settore ospiti. Le quattro giornate prevederanno, inoltre, numerosi momenti culturali e d’intrattenimento: dalla poesia in vernacolo al cabaret, dal teatro d’autore alla saggistica e alla narrativa. “Noi crediamo che con la cultura si possa fare economia e che, lavorando nelle scuole, come già facciamo, si possa avvicinare i giovani alla lettura” ha dichiarato in proposito Adolfo Barone, presidente dell’Accademia dei Caccuriani, a cui ha fatto eco lo stesso Giordano Bruno guerri: “Essere caccuriani vuol dire sentire proprio quel territorio per scelta, non per nascita. Chi pensa che la cultura non possa essere una risorsa di crescira, anche economica, si sbaglia. Il premio Caccuri lo dimostra”.
 
 
 
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