Cultura&Spettacolo

Dylan Dog si rinnova: passaggio di consegne da Tiziano Sclavi a Roberto Recchioni

COSENZA – Pronto un restyling tematico per Dylan Dog. Un rinnovamento legato al passaggio di testimone della gestione artistica che da Tiziano Sclavi viene affidata a Roberto Recchioni.
In un mondo che cambia sia dal punto si vista economico che politico, un personaggio tanto legato al tessuto culturale di un Paese come il nostro non poteva che seguire questi mutamenti e farli propri. Così con questo passaggio di consegne il celebre fumetto horror italiano porrà al centro delle nuove avventure le tematiche legate all’attualità noir e criminale, declinando il terrore in tutte le sue accezioni, da quello diffuso dall’Is alla strage a Charlie Hebdo.
È lo stesso Recchioni a spiegare le scelte di rinnovamento tematico oltreché artistico delle vicende che l’indagatore dell’incubo si troverà a vivere nei prossimi numeri. “Stiamo lavorando ad una storia che si incentra sul business del terrore. Se da un lato la paura è un’arma bellica e politica, dall’altro genera anche un indotto economico, per la parte che è in lotta contro il terrore. E’ un rapporto osmotico tra lotta al terrore e terrore stesso”. Paura, noir, suspense e mistero sono quindi gli ingredienti tradizionali di questa ricetta che, dal 1986, non ha mai smesso di stupire i fedeli lettori.
Ma perché cambiare? I motivi in realtà non sono da andare a cercare in metafisiche spiegazioni. Come in ogni esigenza di mutamento, la base sta nelle risorse economiche. Prima di tutto le ragioni sono, dunque, economiche. Seconda ragione, altrettanto importante, è stata dettata da opportunità artistiche: il fumetto edito Sergio Bonelli Editore doveva evolversi, crescere anche dal punto di vista artistico. “Tiziano Sclavi ha sentito l’esigenza di dargli nuova vita e rilanciarlo Dylan Dog è il secondo fumetto più venduto d’Italia dopo Tex e vorremmo che rimanesse tale. Dylan Dog ha ben rappresentato un’epoca compresa fra la fine degli anni ’80 e inizio ’90 e per questo motivo ha riscosso un grande successo è un personaggio rimasto cristallizzato in quel periodo e ora bisogna riportarlo al presente”, ha continuato il neoresponsabile della gestione artistica. In ogni caso, il passaggio al nuovo non sarà semplice. “C’è una fetta di pubblico restia ad accogliere i cambiamenti, un’altra invece sta rispondendo positivamente a questi cambiamenti. Certamente chi legge il fumetto da circa trent’anni non è solo legato al personaggio, ma ad un’età, quella della sua infanzia: con questo pubblico è difficile vincere la sfida del rilancio perché è una lotta contro la nostalgia”, ha aggiunto Recchioni.

Una delle novità è l’ambientazione. Certamente non abbandonerà Londra, come è avvenuto qualche mese fa, quando il tenebroso Old Boy venne a farci visita in Calabria, a Cosenza, per celebrare un’edizione speciale del fumetto. No, questa volta non si tratterà di un cambiamento tanto radicale. Dylan Dog rimarrà al suo numero 7 di Craven Road, ma sarà circondato da un ritratto più realistico della Londra di oggi. Il vecchio ispettore Bloch andrà in pensione, tuttavia non potrà godersi il meritato riposo in quanto continuerà a essere attivo nel fumetto. Al suo posto Scotland Yard dovrà fare i conti con l’ispettore Carpenter che, come spiega ancora Recchioni, si rivelerà particolarmente ostile nei confronti dell’Old Boy al fine di alzare il livello di minaccia. Al suo fianco Carpenter si ritroverà la giovane detective musulmana Rania Rakim, il cui rapporto con Dylan Dog sarà meno duro di quello che istaurerà il suo capo. Infatti, se “Carpenter ritiene Dylan un cialtrone, Rania gli fornisce il beneficio del dubbio. A Londra c’è una grande miscela di etnie e Rania è perfetta per rappresentare questo universo variegato”, continua lo sceneggiatore. Sul fronte degli antagonisti, i veri e propri ‘cattivi’, il numero uno sarà John Ghost, “un personaggio attraverso il quale io riesco a far filtrare la mia sensibilità, rispetto a quella di Sclavi che è insita in Dylan Dog Dylan è un eterno romantico, John invece, un cinico. Ghost è un uomo d’affari o agente del caos, una perversione tra Steve Jobs Jobs e i patron di grandi compagnie come Google, Amazon e via dicendo. Nel contrasto e nella lotta tra i due personaggi, riusciamo a trovare una chiave interessante per raccontare il mondo. L’aspetto pulito e avvenente di John Ghost è metafora del fascino del lusso, del male in un universo sterile quanto ordinato”.

Altra sfida, forse la più importante, è quella di ‘riafferrare’ i diritti del fumetto che al momento appartengono alla Platinum Studios. Quest’ultima nel 2010 ha prodotto un film che ha stravolto la vera anima dell’indagatore dell’incubo. “Dylan è uno dei nostri gioielli, e sulla gestione del personaggio faremo passi cauti, attenti, studiati. Fino ad ora, tranne il film di Michele Soavi ‘Dellamorte Dellamore’, tratto dall’omonimo romanzo di Tiziano Sclavi, tutto ciò che è stato prodotto su Dylan ha infranto l’anima del fumetto, ma posso dirvi che la prossima produzione televisiva o cinematografica dedicata all’indagatore dell’incubo ne rispetterà l’universo e le atmosfere”, ha quindi concluso Roberto Recchioni.

 

Daniela Lucia

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