Cultura&Spettacolo

Il “Don Chisciotte” di Ivanova incanta la platea

RENDE (CS) – Conquista il pubblico il Balletto Russo di Mosca che martedì, 11 dicembre, ha portato in scena al teatro Garden di Rende il Don Chisciotte. Lo spettacolo iniziato alle 21.15, con pochi minuti di ritardo, ha visto la compagnia di Anna Ivanova cimentarsi nel capolavoro di Miguel de Cervantes.
Le scenografie e i costumi, creati appositamente per il tuor italiano, rispettano le regole tecniche e grafiche della intramontabile produzione di Marius Petipa che nel suo stile ha seguito la tradizione sovietica affiancandole danze di carattere ispirate alla cultura iberica; il tutto accompagnato dalle musiche di Leon Minkus.
Don Chisciotte è un eccentrico nobiluomo rimasto affascinato dalle letture delle avventure cavalleresche medievali, tanto da aver perso la ragione e deciso di diventare un cavaliere per combattere altruistiche battaglie in nome della nobile dama Dulcinea.
La trama del balletto è incentrata sulla tormentata storia d’amore tra l’affascinante Basil (Alikin Aleksandr) e la bella Kitri (Anna Ivanova) che è stata però promessa in sposa dal padre ad un altro uomo.
L’opera composta da tre atti inizia con l’episodio denominato “Una piazza a Barcellona” in cui Kitri, figlia dell’oste Lorenzo, incontra il suo innamorato, il barbiere Basilio, e fra i due inizia un’affettuosa schermaglia che culmina in una reciproca dichiarazione d’amore. Il corteggiamento è interrotto dall’arrivo del padre che scongiura la loro unione sperando in un matrimonio di convenienza con il pomposo nobile Gamache. Costui chiede la mano della ragazza ma viene rifiutato con decisione.
Annunciato dal suono di corno dello scudiero Sancho appare Don Chisciotte e subito Lorenzo lo invita nella sua locanda. La gente continua a danzare in piazza e la confusione creata consente a Kitri e Basilio di fuggire.
In questa prima parte le danze sono ispirate allo stile spagnolo, carismatiche e festose sono state eseguite con una sequenza di vivaci balli tradizionali.
Nel secondo atto, chiamato “il sogno”, Don Chisciotte crede di vedere nei mulini a vento dei giganti e li combatte rimanendo impigliato in una pala e ferendosi nell’attacco. Si rifugia in una foresta con Sancho Panza e qui, esausti, si siedono a terra e si addormentano. Il cavaliere sogna di essere in un bosco in cui vivono delle bellissime fate, le Driadi, e tra queste che riappare la sua Dulcinea sotto le sembianze di Kitri. In questa scena il ballo è completamente classico e caratterizzato dalla presenza esclusiva di ballerine. Bellissime e leggiadre sono riuscite a rappresentare alla perfezione la dolce atmosfera del sogno.
Nella parte finale, definita “una taverna a Siviglia”, Lorenzo e Gamache sulle tracce dei due ragazzi riescono a raggiungerli. Intanto i due innamorati in fuga si rifugiano in una taverna. Qui Lorenzo, più convinto che mai, compie l’ultimo tentativo di persuadere la ragazza ma arriva Don Chisciotte che cerca di mediare tra i due ritenendo che la cosa offenda la dolce Kitri. Basil inscena un finto suicidio sperando di ottenere con questo stratagemma, in extremis, la mano della sua amata e ci riesce perché Lorenzo, impietosito e commosso, cede. Sul finale grande spazio è dato alle danze di carattere e di mimo culminanti poi in un lungo grand pas classique, interpretato dai personaggi principali, simboleggiante la celebrazione finale del matrimonio.
Gli artisti hanno mostrato tutta la loro elevata professionalità, il genio artistico e la creatività derivanti dalle forti basi della tradizione della scuola del balletto classico russo.
Testimonianza del loro successo il caloroso applauso di un pubblico che per due ore ha potuto assaporare in ogni passaggio la sublime raffinatezza di questi ballerini.

Claudia Capogreco

 

 

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