Cultura&Spettacolo

Il racconto finale del Laterale Film Festival

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COSENZA – Ha chiuso i battenti a Cosenza la seconda edizione del Laterale Film Festival, in programma dall’11 al 13 giugno, al cinema San Nicola. Dopo una prima edizione ampiamente partecipata, con un’offerta di cinema plurale negli stili, nel gusto per la sperimentazione e la ricerca, oltre che per la nazionalità dei lavori (Italia, Portogallo, Stati Uniti, Grecia, Francia, Irlanda, Norvegia, Polonia), la seconda conferma il carattere aperto e non competitivo della manifestazione, ancora una volta in grado di attirare la curiosità e l’attenzione verso un cinema inconsueto e fuori dai circuiti canonici.

Organizzato dall’Associazione culturale Kamen, formata da filmmaker, appassionati, studiosi di cinema, il Festival continua ad essere una realtà indipendente, nata dal basso, autofinanziata, e però capace di attirare la curiosità e creare discorsi sociali intorno a diverse forme di cinema, tra sperimentazione, artigianato, ricerca e poesia, anche presso un pubblico di non addetti ai lavori. Nella convinzione che l’alta qualità e un’ampia condivisione non si escludano a vicenda.

Dei 30 fim brevi da tutto il mondo, 11 cortometraggi della selezione della seconda edizione sono di autori italiani, più e meno giovani, alcuni dei quali (Mauro Santini col suo Alkaid in prima proiezione pubblica su grande schermo, Dagadòl di Menegazzo e Pernisa, ab ovo di Luca Ferri) tra le più preziose, dense e coraggiose esperienze di sperimentazione e ricerca italiana degli ultimi anni.

“Chiedere un di più al cinema come allo sguardo”, questo il claim della Seconda Edizione nelle parole dell’Associazione Culturale Kamen, che nella proposta di costruzione del festival si propone di ampliare la cultura cinematografica, di farne qualcosa di condiviso, pubblico, comune.

Alcuni autori, inoltre, erano presenti in sala nei giorni in cui hanno avuto luogo le proiezioni dei loro lavori (Ogni roveto un dio che arde di Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi; La cognizione del calore di Salvatore Insana; Ida di Giorgia Ruggiano; Pareti bianche di Alessandro Sedda e Annalisa Ciacco).

Al valore della condivisione delle opere in sala si è quindi voluto accostare, nella discussione pubblica dai toni profondi ma non formali, quello di uno scambio di visioni  sul linguaggio cinematografico, sul suo diversificarsi, rinnovarsi e ibridarsi al di là di logiche commerciali, e convenzioni narrative, espressive o di fruizione.

Ha chiuso l’edizione il corto I bambini terribili: si tratta di un lavoro interamente realizzato da bambini, a conclusione delle attività di Laboratorio annuale Labus in fabula, coordinato da Chiara Rigione con l’associazione Culturale Kinetta di Benevento.

L’idea di un cinema bambino, libero di reinventarsi e sperimentare nuovi modi di costruzione e fruizione: è con questo spirito che si è chiusa la Seconda Edizione del Laterale Film Festival. Il proposito di continuare a giocare con lo sguardo, nell’esercizio di uno stupore non appiattito, curioso, divertito nel mezzo-cinema, provando a spostarne sempre oltre i confini: un invito necessario e condiviso dall’autore e dallo spettatore nella stessa misura, riducendo la distanza tra gli uni e gli altri. 

 

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