Cultura&Spettacolo

La commedia “Non sono un gigolò” in scena a Morano

MORANO CALABRO (CS) – Lo spettacolo dal titolo “Non sono un gigolò” sarà in scena domenica 13 dicembre presso l’Auditorium comunale di Morano Calabro per la XV Rassegna di TeatroMusica, diretta dal Direttore artistico Franco Guaragna. Scritto e diretto da Sasà Palumbo, “Non sono un gigolò” è la storia di Michele Gigolo, un giovane chef proprietario di un ristorante al centro di Napoli. Dopo dieci anni di successo, l’Asl gli chiude il locale. Il giovane, insieme al suo avvocato di fiducia, cerca di capire le motivazioni dell’immediata chiusura. Dopo varie vicissitudini e tentativi l’operazione “chiarimento” fallisce. In preda ad un esaurimento Michele tenta di suicidarsi, ma l’intervento tempestivo della sorella e dell’avvocato con vari consigli, riescono a fargli cambiare idea. Tra i due, chi lo fa riflettere per un futuro pieno di successo, è l’avvocato, che gli fa notare come la fortuna è nel suo cognome, aggiungendo semplicemente un accento, quindi trasformare Gigolo in Gigolò. Ma questo grande consiglio, riuscirà a trasformare Michele Gigolo in un ricco Gigolò? non sono un gigolò

“Scrivendo e portando in scena questa commedia non ho fatto altro che rendere pratico quello che secondo me è il ruolo del teatro: un modo per affrontare tematiche serie in maniera un po’ più leggera e, nel mio caso, anche comica – afferma l’autore -. Una maniera per far ragionare il pubblico su certe cose attuali e importanti che magari un programma di approfondimento o un tg trasmette in maniera noiosa. La commedia si apre con una scena decisamente drammatica in cui il protagonista, dopo aver perso il lavoro tenta il suicidio. Quante notizie abbiamo sentito di imprenditori, operai e impiegati che, a causa di questa crisi che sembra non avere una fine, hanno perso il lavoro e si sono ammazzati? Nella mia commedia provo a far capire alla gente che bisogna avere la forza di combattere, di non arrendersi. È quello che fa Michele Gigolo che, seppur con situazioni tipicamente teatrali, ironiche e in qualche caso grottesche, riesce ad avere indietro il suo lavoro”.

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