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Le donne e il “mito” di Cenerentola: il coraggio di credere nei sogni

Cenerentola

In principio fu Cenerentola, il mito della scarpetta, del principe azzurro e de “I sogni son desideri”. Poi le donne iniziarono  a crescere, ebbre di secoli di emancipazione femminile e voglia di lottare, mai troppo stanche per trovare il tempo e la voglia di emozionarsi sognando la fiaba. Adolescenti o donne adulte, romantiche o disincantate: non esiste essere femminile al mondo che non abbia sperato di fare la “fine” di Cenerentola.

La storia è nota a tutti: Ella è una giovane dai modi gentili, la sfortuna acuta, il coraggio da vendere e l’animo sensibile. Un giorno, dopo anni di soprusi ed ingiusti maltrattamenti, incontra lui, il principe azzurro e grazie all’aiuto della magia, complice una scarpetta di cristallo, conosce il suo riscatto definitivo. Perrault ne ha fatto una fiaba nazional popolare, Walt Disney c’ha costruito anni di fortuna ed incassi cinematografici rielaborandone in più salse la trama originale. Ultima ma non ultima, quella nelle sale in questi giorni, diretta da  Kenneth Branagh con protagonista Lily James. Una versione estremamente moderna, curata nel colore e nei materiali, dalle scenografie maestose ed estasianti, gli abiti appariscenti e lussuosi, dall’accento molto cool e senza nulla di lasciato al caso. E mentre quello che dovrebbe assolvere la funzione di principe, nella realtà si consola seguendo l’esempio di Peter Pan, finendo con l’aspirare ad una vita da scapolo impenitente sempre più innamorato di sé stesso, le donne, eroine di ogni giorno, abbandonano le loro lotte per la parità tra i sessi e il loro sguardo cinico costrette a difendersi in autonomia, per cedere all’incantesimo di Cenerentola che le induce a credere, ancora una volta, nel miracolo. Di un uomo che un giorno le salverà. Dalla sfiga e dai pericoli.

cenerentola cartoonDel resto lo si sa:  è più facile credere che sia la gentilezza ed il coraggio, mista ad un pizzico di magia, l’ingrediente che serve ai mancati “lieto fine” di ogni giorno, che accettare il triste dato che a queste ultime occorra salvarsi, prima di tutto, da sole. Che sia vero oppure no, il lavoro è ben riuscito. Walt Disney incanta ancora, più gli adulti dei bambini, con un cast di tutto rispetto, scegliendo scenari suggestivi ma non troppo distanti dalla realtà, atmosfere rarefatte ma credibili, esaltando i costumi, i personaggi, i loro caratteri e le loro storie. Nella narrazione, che si mantiene inalterata, si verifica un processo di modernizzazione. Ogni personaggio, dalla protagonista al re, ha il suo spazio introspettivo e subisce un’evoluzione.cenerentola al ballo

Non più le brutte sorellastre di Cenerentola, ma solo due creature sgraziate e senza un minimo di intelligenza che combattono la vita a colpi di parrucca e vestiti eccentrici contro l’acume e il talento di una principessa moderna a cui non serve una bellezza sovrannaturale per far innamorare il principe ma un animo buono e predisposto a combattere le avversità della vita. Donne anche loro, nemmeno troppo diverse dalle tante. Non una matrigna crudele a prescindere, senza un briciolo di umanità, ma una donna austera e affascinante, dietro la cui cattiveria si nasconde un passato di sofferenza e la voglia di riscatto sociale.

E sull’onda di un processo già approfondito e consacrato negli ultimi anni, grazie al successo di cult come Maleficent, che riproponeva la storia della bella addormentata dal punto di vista della fata divenuta poi strega al seguito di un passato doloroso e sofferente, prende vita l’ultima Cenerentola del nuovo millennio. Tenacia, forza combattiva, energia e coraggio: le stesse a cui fanno appello le donne di ogni giorno, nelle loro battaglie ma soprattutto nelle loro rinunce. Nei cortei anti violenza, nella manifestazioni per la parità sessuale, nelle giornate “in memoria di”. E poi, tutto finisce così.cristallo

Con lui che le infila la scarpetta di cristallo, le giura di amarla per quello che è e se la porta felice e contento al castello. Inconsapevole che, seppur sognando, è il coraggio, che abita il cuore di ciascuna donna, il vero generatore di magia.

 

 

Lia Giannini

 

 

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