Chiave dal Basso

I Vincitori del Contest-Iamo Si Raccontano a Chiave dal Basso: Dirty Clouds

“Cosa si può creare per unire tutti i ragazzi della provincia in un unico evento?” Questa è stata la domanda con cui la Consulta Provinciale degli Studenti ha dato vita al “Contest-iamo”, gara rivolta a giovani band provenienti da tutto il Cosentino. Cariche emotive, desiderio di vincere, divertire e divertirsi si sono riversati sul pubblico che, sabato 10 maggio, ha assistito all’alternarsi di 14 band sul palco del cubo giallo della Città dei Ragazzi.

Giulia Gaudioso, membro attivo della Consulta Provinciale degli Studenti, ci ha raccontato la sua esperienza nell’organizzazione del Contest-Iamo: 

“E’ stata un’esperienza bellissima. Il nostro progetto è stato creato senza ricevere neanche un soldo dalla provincia. Abbiamo ricevuto i finanziamenti dagli sponsor, che ci hanno permesso di mettere in palio i tre premi. Il primo premio, vinto dai Dirty Clouds, consiste nella registrazione di un demo in uno studio di registrazione. Ai secondi vincitori è stata data la possibilità di registrare un videoclip e i  terzi classificati sono stati premiati con un microfono professionale. L’idea dell’evento è nata in una delle prime riunioni della Consulta, che io presiedo, durante la quale ci si è domandato quale poteva essere un modo efficace per riunire tutti i ragazzi della provincia in maniera semplice ed immediata. La prima idea è stata quella di organizzare un concerto. Un progetto ambizioso che ha avuto alle spalle cinque mesi di organizzazione, di ricerca dei finanziamenti e tanto impegno. Abbiamo chiesto alle band di portare una cover ed un inedito al nostro concorso per dare ampio respiro sia alla creatività che alla tecnica dei partecipanti. Nella giuria abbiamo accolto i Villazuk, Libberà e Ivan dei Nun te Reggae Sound, che non hanno avuto esitazioni nel premiare i Dirty Clouds  per la loro capacità di saper fare spettacolo.”

Ph. Francesco Farina

La nostra redazione ha inoltre incontrato e intervistato i protagonisti della serata, i Dirty Clouds (Antonio Sabato, Marco Ferraro, Francesco Campolongo e Gianguido Gerace), che si sono conquistati il primo posto e l’incisione di un Demo in uno studio di registrazione.

Dirty Clouds, un progetto vincente che vi ha portato direttamente al primo posto del Contest-iamo. Raccontateci com’è nata la vostra band.

“La cosa è nata per gioco. Abbiamo scoperto l’esistenza di questo contest per band e ci siamo riuniti solo per partecipare e divertirci. Prima della serata siamo riusciti a fare solo una prova dei due pezzi richiesti dal regolamento del concorso. ”

Durante l’esibizione avete presentato due brani, un inedito ed una cover. Quali sono state le vostre scelte?

“La cover che abbiamo scelto è Louie louie dei Kingsmen, gruppo poco conosciuto degli anni 60. Il secondo pezzo presentato è Searching You, brano scritto da me – racconta  Antonio Sabato – all’età di 15 anni. E’ un rock melodico, in alcune parti più duro. Il testo è molto semplice e ha come tematica una storia d’amore.”

La vostra partecipazione al contest è stata la vostra prima esibizione su un palco o avete avuto altre esperienze?

“Come gruppo Dirty Clouds è stata la nostra prima volta. Singolarmente abbiamo avuto altre esperienze con altri gruppi e percorsi diversi.”

Come vi siete rapportati al giovane pubblico del Contest-Iamo? Quali sentimenti avete messo in campo durante l’esibizione?

“Siamo andati lì senza molte pretese e, salendo sul palco, siamo semplicemente stati noi stessi. Abbiamo cercato di intrattenere il pubblico coinvolgendolo il più possibile durante il nostro spettacolo. Per la nostra esibizione abbiamo, quindi, escogitato una piccola scenetta da fare sul palco. Verso metà esecuzione della cover abbiamo rallentato il pezzo fino a fermarci per poi riprendere a suonare a velocità sostenuta e cambiando il genere del pezzo, da rock a ska. Abbiamo dato il meglio di noi coinvolgendo il pubblico ed esprimendo le nostre forti emozioni e gioie attraverso gli strumenti. Volevamo “buttare” le nostre emozioni al pubblico, senza rifletterci troppo sopra, e pensiamo di aver centrato l’obiettivo.”

La scelta di brani in inglese può facilmente ostacolare la comprensione dell’ascoltatore. Qual è il motivo che vi ha portato a preferirlo all’italiano per trasmettere le vostre emozioni al pubblico?

“Inizialmente avevamo scelto di portare un inedito in italiano, scritto dal nostro batterista, ma per mancanza di tempo abbiamo scelto Searching you.”

Ph. Francesco Farina

“Si. Il pezzo in italiano verrà anche inserito nel nostro repertorio per le serate.”

Per il vostro progetto musicale, a chi vi siete ispirati? Band e generi?

“Ognuno di noi ha interessi per generi diversi. Rock, Blues, Jazz, Musica Alternativa Italiana, musica psichedelica, rock progressive, Folk e tanti altri. Per fare qualche nome potremmo citare Deep Purple, Eric Clapton, Black Sabbath, Litfiba, CCCP, Led Zeppelin, Banda Bardò ecc. Queste influenze sono uscite fuori durante il contest con la reinterpretazione del brano Louie Louie.”

Terminiamo la nostra intervista con una piccola curiosità. Quali progetti avete per il futuro della vostra band?

“Naturalmente di continuare questo progetto, non abbiamo intenzione di lasciarlo per nessuna cosa al mondo. Abbiamo in mente di partecipare a concorsi nazionali e non. Continueremo naturalmente la gavetta, andando a suonare nel periodo estivo e cercando di guadagnare qualche soldo. Uniremo musica e divertimento!”

 

Miriam Caruso

 

 

 

 

 

 

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