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Bando regionale per la valorizzazione dei borghi, Mendicino punta alle radici investendo sulla seta

MENDICINO (CS) – A piccoli passi si raggiungono i traguardi. Potrebbe essere questo il motto che incarna la politica portata avanti dal primo cittadino di Mendicino Antonio Palermo. Un motto per agire, per imparare a guardarsi intorno e stupirsi pensando che ciò che ci circonda è stato e può tornare ad essere una risorsa. L’obiettivo è più vicino di quanto si creda: lo dimostrano i fatti, quei piccoli grandi interventi che hanno dato luce ad un borgo rimasto spento troppo a lungo. L’idea è far parlare luoghi-simbolo, coltivare sogni e far sì che si tramutino in realtà. «L’arte serica era il cuore pulsante della comunità, Mendicino nei primi anni del ‘900 era uno dei più grandi centri di produzione della seta: in ogni soffitta si allevavano i bachi, vi erano numerosi gelsi. Oggi occorre fare di più: è necessario far germogliare nuove piante, piante che possono trovare a Mendicino terreno fertile», annuncia il sindaco. La riqualificazione del centro storico, il potenziamento di attività esistenti e la creazione di nuovi servizi, numerosi interventi materiali a cui si affiancano eventi culturali come il festival Radicamenti, la stagione teatrale e la rassegna “Libri a Palazzo”, piccoli grandi tasselli di un quadro che oggi si arricchisce di ulteriori particolari grazie a “Mendicino: il Borgo della seta”, il progetto elaborato dal Comune nell’ambito dell’avviso regionale per la valorizzazione dei borghi presentato presso il teatro comunale.

MENDICINO: IL BORGO DELLA SETA

«L’idea affonda le radici in una tradizione antichissima a Mendicino: la sericoltura. Abbiamo sviluppato un itinerario che prevede due step: creare uno sviluppo socio-economico attraverso la produzione e la promozione di prodotti serici, la creazione di occupazione, la riconversione dei terreni abbandonati e l’utilizzo di abitazioni vuote; potenziare il turismo promuovendo il patrimonio storico e architettonico, potenziando le strutture ricettive e organizzando manifestazioni ed eventi», annuncia l’ingegnere Fabio Misiti. Una progetto altamente innovativo, un patrimonio che se ben gestito può trasformarsi in un’opportunità culturale, sociale ed economica rilevante. Si compone di interventi di natura materiale e immateriale il progetto: «il recupero dell’antico complesso Mulino che comprende la riqualificazione del terreno attraverso la riconversione a gelseto; il recupero del mulino da adibire ad allevamento del baco da seta, e il recupero della casa del mugnaio che fungerà da spazio espositivo e laboratorio multimediale; il recupero del complesso ex Mattatoio da destinare all’allevamento della seta; il recupero di Palazzo Spadafora, la più antica filanda di Mendicino che diverrà filanda sociale; il recupero della Chiesa di San Giuseppe da adibire a sala multifunzionale; la realizzazione di un info point; la riqualificazione del borgo», conclude Misiti. Come rendere fruibile tutto ciò? «Attraverso le iniziative per potenziare l’attrattività turistica mediante l’ideazione di eventi, la costruzione di prodotti turistici esistenziali, l’ideazione di servizi informativi e la segnaletica per la fruizione delle risorse storiche, culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche», tutti interventi di natura immateriale finalizzati alla promozione territoriale e alla sostenibilità economica. Quali sono le ricadute in termini economici? È conveniente investire nella seta? Spetta all’ingegnere Daniele Donnici rispondere: «Abbiamo fatto una serie di simulazioni da cui è emerso che investire nel gelso è un’attività che potrebbe produrre un reddito. Disponendo di un ettaro di gelseto è possibile produrre 20 telaini che ospitano circa 20mila larve, da questi telaini si riescono a ricavare dai 25 ai 30 kg di bozzolo fresco; a questo punto è possibile filare il bozzolo, vendere i prodotti; si tratterebbe di un ciclo di produzione che frutterebbe 9mila euro». Assicurare servizi che rispondono a criteri di qualità, sostenibilità e costi equi; stabilire un feeling con l’ospite; supportare chi decide di investire nel mondo dell’imprenditoria offrendo servizi di tutoraggio , agevolazioni e finanziamenti; aderire alla rete Sasus (Servizio Associato per lo Sviluppo Urbano Sostenibile), tutti interventi di un progetto che ha stretto accordi di partenariato con Arsac, San Leucio Silk e i Comuni di Cerisano e Fiumefreddo. Nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza il supporto della Regione che affianca Mendicino e tutti quei borghi che vogliono mettersi in gioco mettendo in campo progetti di valorizzazione dei borghi.

IL BANDO REGIONALE

«Il progetto dei borghi-annuncia l’architetto Domenico Schiava- conclude una fase iniziata qualche anno fa, questo è l’ultimo step di altri step che hanno prodotto risultati. Il progetto dei borghi si pone l’obiettivo di realizzare un’offerta turistica diversificata sul nostro territorio; vuole rappresentare il tentativo di posizionare la Calabria in un nuovo segmento turistico. Il bando nasce e si afferma col tentativo di dare alla Calabria lo spazio di relazione, costruire quel senso di comunità importante per lo sviluppo economico e sociale. Al bando possono partecipare privati di ogni età che dopo la presentazione della domanda si trasformano in imprese, e imprese. Si parte da una quota del 60% delle spese ammissibili che raggiunge il 70% se a presentare le domande sono donne o uomini di età inferiore ai 35 anni, si arriva all’80% se l’unità operativa si localizza in un’area con parco o riserva naturalistica, il 100% per i giovani al di sotto dei 29 anni. Tre sono gli ambiti: ricettività, ristorazione e servizi turistici e culturali». «I borghi possono diventare l’elemento significativo di una nuova accoglienza calabrese che non è più rivolta esclusivamente alle popolazioni ma anche all’innovazione», dice l’assessore regionale Franco Rossi. «Ci siamo insediati 4 anni fa, oggi entriamo nei territori e iniziamo a raccogliere i primi frutti del nostro lavoro», racconta il consigliere regionale Mauro D’Acri. La tela c’è, sta a noi dar vita all’opera d’arte.

INFORMAZIONI

Per ulteriori informazioni sul bando inviare una email all’indirizzo v.degirolamo@regione.calabria.it

 

Rita Pellicori

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