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Referendum costituzionale, Debora Serracchiani: «Votare no non equivale a mandare a casa Matteo Renzi»

serracchianiMENDICINO (CS) – A pochi giorni dal referendum costituzionale che chiamerà alle urne milioni di italiani, questa sera, il teatro comunale di Mendicino è stato il palcoscenico dell’incontro del PD sulle ragioni del sì in presenza del vice segretario nazionale del Pd Debora Serracchiani. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Antonio Palermo e di Margherita Ricci, segretario del Pd di Mendicino, il primo a prendere la parola è stato Federico Jorio , coordinatore provinciale  di “Bastaunsi zonadem”. «Due sono gli obiettivi della campagna referendaria-dice Jorio- : un atto di fiducia verso il cambiamento, e un ampio senso di credibilità nei riguardi della situazione economica attuale», «un momento importante per il nostro Paese- fa eco il consigliere regionale Mimmo Bevacqua. Una proposta avanzata dal premier Matteo Renzi che parte da quando il Parlamento ha chiesto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di rimanere in carica in virtù dell’incapacità di eleggere un nuovo Presidente. Se siamo qui, è per dire che questa è un’occasione imperdibile per il Mezzogiorno che ha l’opportunità di riscattarsi dopo anni di oscurantismo e di relegazione del Mezzogiorno ad una mera questione. L’approvazione della riforma serve al Paese per dare dignità, credibilità e per convincere tutti gli amici delusi e amareggiati che faticano ad arrivare a fine mese». «È la partita degli italiani che hanno bisogno di stabilità-dice Stefania Covello, segretaria nazionale del Pd. Siamo chiamati ad un senso di responsabilità, è necessario un rinnovamento, e questo è possibile grazie allo snellimento legislativo che comporterebbe la diminuzione del numero dei senatori che da 315 scenderebbe a 100». serracchiani-2«Quella che stiamo giocando è una partita importante- dice Debora Serracchiani- siamo di fronte ad un Paese che non è pronto ad affrontare una grande sfida. Di fronte ad una situazione di stasi che comporta tra l’altro il mantenimento di enti inutilizzati, il sì al referendum comporterebbe il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni,la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo paritario, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della seconda parte della Costituzione. A chi vota no per mandare via Renzi, ricordo che il referendum riguarda la riforma costituzionale. È il momento di prenderci le nostre responsabilità e di decidere se cambiare il nostro Paese».

Rita Pellicori

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