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Strade, Martino (Giovani Udc) scrive al presidente Anas

VIBO VALENTIA – Dopo i tagli stabiliti dal Governo, si registra la presa di posizione di Marco Martino, coordinatore regionale dei Giovani Udc, che scrive al presidente dell’Anas Armani chiedendo maggiore attenzione per strade calabresi:

“Sarà forse allarmismo ma io alle parole di Francesco Berna presidente Ance Calabria voglio dare un seguito di attenzione. Poco mi fido di questo governo, sopratutto nell’  ambito che riguarda il mezzogiorno dove si evince da parte di Renzi e Del Rio una inesistente politica di incentivazione e di crescita . Penso che il sud di questa politica ne stia subendo gli effetti negativi che stanno rendendo le nostre splendide regioni territori maggiormente carenti di servizi e di opportunità. E’ certamente vera la promessa del ministro allor quando, inaugurando parte del tratto di strada statale SS280 in Calabria, aveva pubblicamente giurato il suo impegno per il completamento della Salerno – Reggio Calabria, ma da quanto appreso dai giornali da qualche giorno a questa parte, gli investimenti previsti per un importo pari a 3 miliardi di euro sono scesi in pochi mesi ad 1 miliardo e settecento milioni. Per non parlare degli investimenti previsti per la Statale Ionica che da 6 miliardi e 300 milioni di euro sono passati ad 1 miliardo e 500 milioni, passando così da moderne progettazioni stradali a semplici ammodernamenti di tratti già esistenti. Mi rincuorano le parole del presidente Anas Armani che pare abbia chiarito tale polemica evincendo addirittura dal piano pluriennale Anas 2016-2019 che il 63,4 % degli investimenti previsti dal piano saranno destinati alla Calabria. Al presidente Anas ringraziandolo per tale chiarificazione chiedo maggiore attenzione da destare al territorio Calabrese. La nostra regione vive infatti una infrastrutturizzazione poco sviluppata. Gli dico di pensare a tutte le vite spezzate in diversi tratti stradali hanno perso la vita migliaia di vittime spesso molte delle quali non per colpa di elevate velocità bensì di gravi criticità strutturali che determinano continui pericoli, vedi il caso 106.”

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