Enogastronomia

Le crocette di fichi secchi

Le tradizioni popolari che si tramandano di generazione in generazione, sono fonte di grande arricchimento personale e danno un maggiore senso di appartenenza alla propria terra di origine. La cucina ne è un esempio pratico, con i piatti tipici che si tramandano da genitore in figlio. In questo  articolo ci occupiamo di un’antica ricetta calabrese, ancora oggi  è consuetudine preparare : “le crocette di fichi secchi”. Si tratta di dolci molto semplici, caratterizzati da un profumo ed una fragranza inconfondibile. Possono essere consumati sia come merenda, sia per arricchire i buffet di dolci durante le festività. L’opera può presentarsi sotto diverse forme, poiché il fico è un  frutto che si presta a diverse tecniche di lavorazione: le “crocette”, le “trecce”, le “coroncine” e i “fioroni”. Il fico è stato sempre un albero molto diffuso in Calabria e i suoi frutti copiosi sono stati considerati per tanto tempo il cibo dei poveri perchè, freschi o essiccati, hanno contribuito a sfamare le popolazioni rurali. Consumarli apporta al nostro organismo tanti benefici per il contenuto di ferro, potassio, fibre, vitamina A e C. Benefici che raddoppiano se i fichi sono secchi. Consumarli nella stagione invernale, significa quindi fare un rifornimento di sane calorie  e gran parte dei calabresi non si sottraggono certamente a questa regola.

Le crocette calabrese ,“i crucett calabrisi”, sono un’antichissima ricetta che si tramanda in famiglia. Si chiamano crocette per il modo in cui sono lavorate, incrociate come fosse una piccola croce. All’interno delle crocette si mette frutta secca ma in particolare  i gherigli di noci, a volte sostituiti da mandorle. Una volta cotte in forno caldo vengono spolverate di zucchero, cannella e spruzzate con liquore all’anice. Nei tempi passati i fichi erano i dolci per l’inverno, specie per i periodi di  feste poichè era  il sostentamento calorico per eccellenza per tutta la famiglia.

La qualità più adatta è il fico Dottato, tra le migliori cultivar che si presta ad essere utilizzato nella trasformazione e che ha ottenuto il marchio di qualità Dop, facile da trovare in tutta la Calabria, ha all’interno semi piccoli a differenza di altri tipi che invece hanno semi grossi. I fichi vengono raccolti quando iniziano ad appassire e messi ad asciugare al sole su graticci di canne ben stesi, girati di tanto in tanto affinché secchino da tutte le parti e diventino fichi bianchi – ”ficu ianche”. La sera vengono coperti per evitare che durante la notte con la rugiada s’inumidiscano e diventino scuri. Quando sono ben  seccati si possono lavare, naturalmente selezionando quelli più belli da utilizzare per preparare le crocette. I fichi sono un alimento che, ancora, si riesce a comprare da produttori locali. Negli ultimi anni la produzione locale, a causa del cambiamento climatico, è diminuita per cui ci si deve accontentare di un prodotto essiccato negli essiccatoi, buono altrettanto, a discapito però del profumo ( quello dei fichi al sole è molto più intenso). E’un frutto che può essere consumato da tutti, grandi e piccoli, ha proprietà digestive e una crocetta contiene solo 255 Kcl. Perciò le crocette calabresi si possono consumare al posto di una merendina.

Vediamo insieme, passo dopo passo, come procedere nella realizzazione di questa pietanza squisita.

Ingredienti per 12 crocette

1 kg di fichi (48)

12 noci (70 gr) o (48 mandorle 65gr)

15 gr di zucchero

3 gr cannella in polvere

Liquore all’anice 20 ml

Procedimento

Lavare i fichi e farli asciugare, aprirli in due metà lasciandoli uniti per il picciolo, disporne due a croce, mettere un ¼ di noce su ogni metà.

DSCN7612Metterne uno al contrario in modo da coprire la noce all’interno e un secondo a formare una croce.

Quando sono pronti, lavarli velocemente sotto l’acqua del rubinetto e metterli a sgrondare su una gratella.

Disporli sulla teglia ancora umida e cuocerli in forno caldo 220° gradi per 15 minuti finché non sono dorati.

Si possono conservare anche per un anno in vasi di vetro o vaschette di alluminio a piacere, si possono aggiungere bucce di agrumi sbucciati sottili. Oppure  si possono conservare a strati arricchiti da foglie secche di alloro, arancia oppure limone, in scatole di latta ben chiuse e foderate con foglio d’alluminio.DSCN7613

Il solo profumo è irresistibile. Al momento di consumarle, per chi lo preferisce, possono essere ricoperte con cioccolato fondente fuso.

Anna Maria Schifino

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