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[#GraffidiPrimavera] Intervista esclusiva a Mattia Labadessa

Durante l’evento Graffi di Primavera, organizzato dal Museo del Fumetto lo scorso 22 aprile, abbiamo avuto il piacere di intervistare Mattia Labadessa.

Di seguito la video-intervista in cui conosceremo meglio il mondo di questo giovanissimo artista, che racconta se stesso nelle vesti dell’ “Uomo Uccello”.

Chi è Mattia Labadessa?

Un ragazzo che ha iniziato a disegnare all’età di quattro anni, non ha mai smesso e all’improvviso si è trovato nel mondo del fumetto, quasi per caso.

Quando ti sei approcciato al mondo del fumetto?

In realtà non mi sono mai approcciato al mondo del fumetto. Nel senso che non sono un appassionato di fumetti e ne ho letti pochissimi nella mia vita, giusto qualche Ratman e cose sul genere. Ho intrapreso questa carriera perché era l’unico modo per esprimermi, con le tavole da fumetto ho trovato il mezzo più facile e immediato per comunicare. Non l’ho fatto da appassionato di fumetti, ma da appassionato di disegno, da illustratore.

Com’è il tuo rapporto con la fanbase e come hai reagito quando ti sei accorto che le tue illustrazioni erano diventate virali sui social?

Durante i primi due mesi la situazione era molto tranquilla, avevo aperto la pagina facebook per utilizzarla come vetrina per i miei lavori, ma non puntavo a nulla. I primi 5/6 post sono andati bene, quello stile piaceva e ho deciso di mantenerne la coerenza. E’ esploso tutto all’improvviso con la vignette “L’Ansioso e il Sonno”. All’inizio era un gasamento totale, poi è subentrata l’ansia, poi ansia/gasamento e ora solo felicità! Quando vai alle fiere o partecipi agli eventi, incontri le persone che ti seguono e ci parli, ti dicono “grazie” e capisci di essere arrivato al tuo scopo. Scopo che è quasi più importante dei soldi, quest’ultimi sono fondamentali, sennò non mangi e non bevi, ma è anche fondamentale il rapporto con chi ti segue.

Quanto c’è di autobiografico nell’uomo uccello?

Tutto. L’unica differenza tra me e lui è la faccia, per il resto siamo la stessa cosa. Tengo molto ad essere onesto in quello che scrivo e rappresentare la mia vita. I temi che tratto, la maggior parte delle volte, sono autoreferenziali, perché mi piace raccontare quello che penso. Infondo siamo tutti uguali, abbiamo la stessa testa di m***a. E’ divertente vedere un mio pensiero pazzo condiviso da molte persone. Mi fa pensare “guarda un po’, non sono l’unico st****o”.

Quanto è cambiato Labadessa con la firma con Shockdom?

In realtà poco, sto cambiando per altri motivi. Sto diventando più emotivo, più romantico. Ultimamente cerco la poesia in quello che faccio. Il progetto, per come è iniziato, consisteva semplicemente in tavole ironiche, divertenti. Adesso è una sorta di mix. La casa editrice ha cambiato solo i miei impegni e le scadenze.

Quali altri progetti hai in mente ?

L’uomo uccello non lo abbandonerò mai. Aggiungerò sicuramente nuovi personaggi nel prossimo libro, ma l’uomo uccello rimarrà sempre il protagonista, perché ormai gli voglio bene e non lo posso abbandonare.

Miriam Caruso
Riprese e Montaggio Daniele Ferullo

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