Musica

“Il Teatro degli Orrori” lascia la sua impronta Rock al TAU

RENDE (CS) – L’onda rock de Il Teatro degli Orrori ha investito, mercoledì sera, anche il TAU dell’Università della Calabria, in un live che difficilmente potrà essere dimenticato.

Il concerto, una produzione Mk Live & Be-Alternative Eventi in collaborazione con CAMS – Centro Arti Musica e Spettacolo, ha accolto un nutrito pubblico di fan, accorsi anche da fuori Cosenza pur di non perdersi l’evento. Il concerto è un puro concentrato di rock e poesia, con la voce che domina la musica nei testi e nella forza espressiva di Pierpaolo Capovilla.

La musica che si immerge nello spettacolo, il gioco di luci che risalta la performance del batterista Francesco Valente pierpaolo capovillae le chitarre portate al limite da Marcello BatelliGionata Mirai, il basso di Giulio Ragno Favero e, infine, le tastiere di Kole Laca, tutti elementi che non passano inosservati agli spettatori attenti. Un frenetico calcare la scena di Capovilla, che enfatizza il rock di questo ultimo disco omonimo de Il Teatro degli Orrori, è seguito in coro da un pubblico entusiasta che lotta contro la ristrettezza delle poltroncine rosse del teatro.

I suoni ricercati e le scelte degli arrangiamenti sono gli elementi che completano il quadro per ottenere un concerto di qualità. La paura, Padre Nostro, E’ colpa mia sono solo alcuni dei brani proposti durante le due ore di esibizione che ha tenuto tutti con occhi e orecchie incollati sul palco.
Poi un momento di respiro, la musica si fa sottofondo delle parole di Capovilla che ci ricorda della Campagna per l’abolizione della contenzione meccanica, fortemente appoggiata dalla band e promossa dal Forum Salute Mentale. Parte così un brano ispirato al gruppo americano Slint, su cui si rincorrono le parole che rievocano la vicenda di un uomo costretto in un TSO, drogato con psicofarmaci e legato ad un letto di ospedale.

Attendiamo ora l’ultimo evento in programma per giovedì 7 aprile al TAU, che avrà come ospiti la band “i Cani” .

Miriam Caruso

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