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Riecco le “Confessioni” di Ettore Loizzo

In libreria dal 7 gennaio la ristampa dell’intervista concessa al giornalista Francesco Kostner dal massone calabrese assurto ai vertici del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani.

Un pensiero fresco. Vivace. Coinvolgente. E una capacità di scrutare oltre il mondo massonico, di cui è stato tra i maggiori esponenti, che ha pochi eguali. Parliamo di ciò che Ettore Loizzo, Gran Maestro aggiunto del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, continua a mettere a disposizione dei lettori grazie all’intervista rilasciata nel 2000 al giornalista Francesco Kostner, che dal prossimo 7 gennaio sarà nuovamente disponibile in libreria per i tipi di Luigi Pellegrini Editore.

Un’edizione notevolmente migliorata grazie ad un’attenta “riorganizzazione” del testo, ma anche per alcuni documenti inediti e per la presentazione del Gran Maestro Stefano Bisi: “Sono trascorsi 19 anni”, scrive il numero uno del GOI, “da quando il libro-intervista del compianto fratello Ettore Loizzo vide la luce per la prima volta con una apprezzata ed ormai quasi introvabile pubblicazione. Adesso la scelta di ristamparlo da parte dell’autore, Francesco Kostner, per la Pellegrini Editore non può che avere il mio più ampio plauso vista l’altezza del personaggio, e il suo straordinario contributo fornito da cittadino e da massone al Bene della Comunità. Ettore Loizzo”, continua Bisi, “è stato Gran Maestro aggiunti del Grande Oriente d’Italia, soprattutto è stato reggente insieme a Eraldo Ghinoi quando l’allora Gran Maestro in carica, agli inizi degli anni Novanta, lasciò improvvisamente la guida della nostra Comunione. Ho conosciuto il fratello Loizzo, e per tanti anni ne ho ammirato la sua schiettezza, la sua sincerità, il suo spirito di fratellanza: quello di un uomo e di un massone stimato in tutta Italia e ricordato nella sua Calabria ed a Cosenza dove è stato figura di spicco nel ruolo di docente, d’imprenditore e in quello di politico ed amministratore pubblico”.

Bisi si dice convinto che “l’ingegnere Ettore Loizzo per la sua infaticabile opera, per la sua strenua difesa dei valori massonici e dell’immagine dell’Istituzione in un momento delicato, rimarrà per tutti i fratelli una delle pagine belle della storia del Grande Oriente d’Italia”. Il Gran Maestro ritiene che “l’intervista, fra le mille sfaccettature del pensiero di Loizzo, per tanti aspetti più attuale e fresco che mai, fa trasparire tutta la bellezza e l’amore di Ettore per la Massoneria e il Grande Oriente d’Italia”, affermando in conclusione che il libro “ci ricorda la grande carica vitale, l’entusiasmo e anche lo spirito critico costruttivo che hanno sempre accompagnato e contraddistinto per 66 anni il suo percorso iniziatico nell’Ordine, quello di un massone a tutto tondo”.

La nuova edizione delle “Confessioni di Ettore Loizzo è arricchita anche da una lunga introduzione di Francsco Kostner, che rivela particolari inediti degli incontri avuti con il Gran Maestro aggiunto: “Esauriti i convenevoli, passammo al dunque. Tutto filò liscio. Fu il primo di dieci incontri. Sempre nel pomeriggio e, grosso modo, ognuno della durata di un’ora. Non volle leggere il lavoro finale: <Non ce n’è bisogno, procedi pure con la stampa>, disse consegnandomi con evidente soddisfazione la prefazione scritta da “Armandino”, come affettuosamente chiamava il Gran Maestro Corona. Non mi chiese nemmeno se avessi provveduto a cancellare, dall’elenco dei massoni di cui mi aveva parlato, il nome di un insospettabile Fratello, insigne figura di politico e accademico italiano, deputato all’Assemblea Costituente per la Democrazia Cristiana e tra i principali artefici della Carta Costituzionale. La rivelazione di un’appartenenza insospettabile e letteralmente esplosiva che, ammise Loizzo, la Massoneria, in quel particolare momento storico, non sarebbe stata in grado di difendere”.
Kostner ricorda, infine, quando Loizzo gli chiese di moderare una conferenza stampa con il Gran Maestro Virgilio Gaito, per “sostituire”, lui che non è massone, i giornalisti cosentini con il “grembiulino” ai quali si era rivolto, e i problemi che quella disponibilità gli ha a lungo creato: “Anche in contesti che, per definizione, dovrebbero valorizzare il confronto, arginare ogni forma di pregiudizio, difendere la diversità delle idee. Ambienti scientifici e culturali in cui pullulano massoni in servizio effettivo permanente e schiere di “assonnati”, terrorizzati solo all’idea che qualcuno ne ricordi l’antica militanza. Luoghi nei quali l’ipocrisia antimassonica raggiunge livelli inimmaginabili, quasi che avere indossato il “grembiulino”, magari dopo averne tratto vantaggi e gratificazioni, rappresenti agli occhi dell’opinione pubblica una sorta di peccato senza riparo. Una scelta (solo a distanza di tempo) considerata scellerata e in rapporto alla quale è opportuno a ogni costo prendere le distanze. Una “purificazione” illusoria perché priva di efficacia. Chiunque, infatti, abbia deciso di appartenere alla Massoneria: ingegnere, chimico, matematico, letterato, giurista, pedagogo, scienziato, medfico, giornalista (ed altri ancora), potrà mai cancellare queste particolare “identità”. Operazione, d’altra parte, difficile da comprendere, sempreché la scelta iniziale sia stata sincera e animata dai migliori propositi”.

In ogni caso, conclude Kostner, “non ho mai dubitato di avere agito correttamente. E secondo coscienza. Considero anzi un privilegio avere assicurato a Loizzo la mia disponibilità e, attraverso di essa, di avere onorato un fondamentale principio etico e culturale, che prescinde dall’appartenenza alla Massoneria: aiutare chicchessia a esprimere liberamente le proprie idee, anche quando non si condividono”.

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