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[NerdStyle] Lolita: tra Cosplay e Stile di Vita

accessori lolitaPizzi, fiocchetti, nastri, cuffie… tutti i lettori di manga più accaniti ormai hanno ben presente la moda lolita, ovvero l’abbigliamento tipico di molte protagoniste delle opere grafiche giapponesi, ma davvero pochi conoscono le sue origini e i vari stili da cui è composto.
Facciamo un salto indietro nei lontanissimi anni ’70, in cui il termine veniva già usato per definire prodotti di alcune griffe giapponesi famose, come la Pink House e Angelic Pretty; in seguito si affermò negli anni ’90 grazie a gruppi musicali “visual kei” (genere rock giapponese che si focalizzava più sulla spettacolarità estetica che sulla musica) e tutt’oggi riesce ad avere un forte seguito anche oltreoceano, avente come conduttore principale anime e manga.

gothic lolita

Gothic Lolita

Ma cos’è il lolita? Il lolita è un tipo di abbigliamento caratterizzato da abiti in puro stile vittoriano ed edwardiano, con ampie gonne con riccioli, cappellini con velette, guanti in pizzo, coroncine, calze autoreggenti; molto spesso sono presenti anche zainetti e peluche abbinati all’abito. Nel corso del tempo si sono sviluppate diverse varianti del genere lolita, creando stili totalmente nuovi e diversi tra loro: tra i più famosi troviamo il Gothic Lolita, affermatosi grazie al chitarrista Mana (Malice Mizer, Moi dix Mois) che fu il primo a dare la definizione “gothic” al genere. Il GothLoli, come indica il nome, è caratterizzato da un trucco molto scuro e pesante, con abiti che passano dal nero al blu e relative sfumature. Inquietante vero?
Il secondo genere più famoso è lo Sweet Lolita, che si contrappone al primo per il suo stile infantile e bambinesco, molto spesso ispirato ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Le AmaLoli indossano abiti rosa confetto con maniche a sbuffo, costellati da stampe con animali, giostre, fiori e  fiocchetti, un trucco delicato le rende innocenti e kawaii, enfatizzando la loro graziosità. Da questi due grandi stili se ne svilupperanno altri, ancora più particolari, di cui un esempio è quello delle Wa Lolita, che mixano elementi di kimono tradizionali giapponesi a quelli degli abiti vittoriani e rococò.
Nel Sol Levante questa curiosa moda riscontra grande successo e le ragazze giapponesi ne fanno un vero e

Sweet Lolita

Sweet Lolita

proprio stile di vita: è possibile constatare ciò visitando i quartieri importanti di Tokyo, quali Harajuku e Shinjuku, centri delle subculture giovanili del paese. In Occidente una grossa fetta della popolazione femminile ha abbracciato il lolita vestendolo quotidianamente, ma sono molte di più le ragazze che nelle fiere del fumetto lo usano come cosplay, contribuendo così a renderlo famoso, e interpretando a seconda della preferenza il ruolo di principessa gothic o sweet. Tra le loli cartacee più famose riscontriamo Misa Amane (Death Note), le bambole di Rozen Maiden, Perona (One Piece), Misato (Nana), Miwako (Paradise Kiss), Chii (Chobits), ma sono presenti anche nei videogiochi, come Ashlotte (Soul Calibur IV), le protagoniste di Touhou Project, Lily e Alisa in Tekken, dimostrando quanto siano ormai parte integrante della società nipponica. Il mondo delle lolita è, quindi, molto variegato e complesso e ogni stile ha una sua ideologia di fondo da non sottovalutare. Che il Giappone fosse un paese strano già lo sapevamo, ma ogni sua trovata riesce sempre a stupirci e magari ora risulterà un po’ più facile distinguere una loli dall’altra, mentre leggiamo il nostro manga preferito!

Vittoria Aiello

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