Società&Partecipazione

Risveglio Ideale: Il Ddl scuola

Tra le proteste degli insegnanti, dentro e fuori dall’Aula, il Senato ha dato il via libera al disegno di legge per la riforma della scuola che ora pa11198669_10204066126319206_1015386219_nssa alla Camera per l’approvazione definitiva. Da molto tempo non si registrava una così forte contrapposizione e mai così tanto la voce degli insegnanti è rimasta inascoltata. Si è giunti in fretta all’approvazione ritenendo che gli addetti ai lavori dovessero rimanere fuori da ogni discussione perché “la  scuola (pare) non sia degli insegnanti”, dimenticando che  attraverso le sue diverse articolazioni, insegnanti, studenti, famiglie questa  è l’espressione più importante della società. Si affievolisce il concetto di scuola pubblica che,  pur tra le tante carenze e contraddizioni, è stata dell’uguaglianza il più potente strumento. Ha placato la conflittualità fornendo al Paese gli strumenti basilari per una partecipazione attiva alla vita civile, sociale e politica. E’ stata laica, inclusiva e libera, ma ora, tra le riforme del governo Renzi, rischia di diventare “la più carica di conseguenze nefaste  per l’Italia”.

Di scuola, abbiamo voluto parlarne con Federica Inches, docente di scuola secondaria presso l’I.C. Mozart di Roma che insieme ad altre colleghe, ha dato vita, al flash mob dello scorso 23 aprile che ha interessato 120 piazze italiane. Una protesta partita silenziosamente dal basso che scavalcando le organizzazioni sindacali è  riuscita a realizzare la più grande mobilitazione di questo settore nella storia della Repubblica.

L’articolo completo:

DDL SCUOLA

 

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