Calcio

Vittorio Perrotta: «Cotronei, Siderno e Trebisacce le sorprese più belle»

COSENZA – Nel calcio ci sono assenze propizie o che possono essere occasione di approfondimento e aggiornamento. Vittorio Perrotta, per l’appunto, dopo la lunga e positiva esperienza di tre anni sulla panchina della Paolana – con tanto di semifinale play off regionale vinta nel 2015-’16 – sta affrontando un periodo di pausa dalla panchina. 

«Non sono legato alla panchina a tutti i costi»

«Il calcio mi manca, per me è una questione sia lavorativa che una passione, ma dopo il ciclo della Paolana – ci spiega il tecnico – avevo la necessità di guardarmi un po’ intorno e di aggiornarmi e per esempio ne ho approfittato per osservare da vicino come lavora il Rende di Bruno Trocini». Le proposte non gli sono mancate ma Perrotta ha voluto ponderarle bene: «Mi hanno chiamato due squadre di Eccellenza a dicembre – ci confessa -, con una non se n’è fatto nulla, con l’altra siamo in una fase di stand by. Non sono legato alla panchina a tutti i costi, ma se ci sono i presupposti mi butto senza esitazioni e quando ci sarà la possibilità la valuterò nel migliore dei modi».

L’importante è far crescere la squadra

Prima di tornare ad allenare, alla sua eventuale futura squadra Perrotta chiede soprattutto «sintonia con la società su tanti punti di vista: chiarezza di intenti, obiettivi, tempi, organico, programmazione e la possibilità di creare un’ossatura tecnica propria» perchè «allenare determinati uomini è facile, il difficile è farli crescere e saper gestire nuove situazioni».

«Il Cotronei vera sorpresa»

Alla domanda su quale sia la squadra che l’ha maggiormente colpito in positivo del campionato di Eccellenza in corso, Perrotta non ha dubbi: «Il Cotronei per come era partito». A seguire indica «il Siderno che sebbene venisse da un’annata in cui ha sfiorato i play out, ha saputo fare programmazione, e ha un grande tecnico». «Le delusioni? Acri, Scalea, Paolana ma per tutte loro spero che ci siano a fine stagione risvolti positivi».

Bene il collettivo del Trebisacce

Gli chiediamo infine quali giocatori in particolare siano le rivelazioni del campionato. «Preferisco parlare di collettivo più che di uomini e quindi dico il Trebisacce perchè è una squadra che propone buon gioco e fa del gioco di squadra la sua forza. È la testimonianza che quando si fa lavorare un allenatore e si mantiene un gruppo i risultati arrivano. In particolare sta facendo bene il centrocampista Bellitta. Apprezzo anche De Simone del Castrovillari e Mancino dell’Acri, un giocatore che ho sempre stimato e che meriterebbe altre categorie».

 

 

 

 

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