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Piscine chiuse, Porcaro (Fin Calabria): «Gli aiuti del Governo non bastano»

COSENZA –  A oltre due mesi dall’elezione del nuovo Comitato Regionale Calabro della Federazione Italiana Nuoto, e in pieno blocco delle attività sportive, visto il nuovo DPCM che colloca la Calabria in zona rossa, il Presidente della FIN regionale, Alfredo Porcaro, traccia un primo bilancio. 

«A livello organizzativo – osserva Alfredo Porcaro – sono stati due mesi molto intensi. Dopo la prima riunione del Comitato che ha assegnato le deleghe ai consiglieri, sono state formate le commissioni dei vari settori con le quali ci siamo riuniti per pianificare le varie attività». Il 2020 oltre ai risultati sportivi sarà ricordato anche per la pandemia che continua a creare restrizioni anche nel mondo dello sport, ma quali le differenze tra i due periodi restrittivi, la risposta nelle parole del massimo dirigente della FIN Calabria. «Durante il lockdown – sottolinea Alfredo Porcaro – c’è stata una generalizzazione della chiusura degli impianti di tutti gli sport, adesso come Federazione Italiana Nuoto in base all’ultimo DPCM stiamo vivendo un periodo di particolare difficoltà, anche se siamo riusciti ad avere l’opportunità di fare continuare l’attività, avallata dal CONI, a quegli atleti interessati alla partecipazione di eventi di interesse nazionale. Tutto questo comporta però una serie di problematiche territoriali. Non tutti i gestori di impianti per gli sport d’acqua hanno ritenuto di continuare l’attività visti i notevoli costi di gestione e con prospettive non rosee per coloro che invece hanno deciso di andare avanti. In questa ottica come Comitato Calabro riteniamo che se alle strutture viene a mancare il flusso economico necessario da parte dell’utenza privata, diventa impossibile andare avanti. E’ pure vero che il Governo sta cercando di aiutare le strutture ma in questi termini non basta. Come Comitato Calabro siamo vicini alle società e ai gestori ai quali per quello che è nelle nostre possibilità non faremo mancare il nostro apporto, ad iniziare dal dialogare con gli enti preposti anche se non è semplice visto il periodo. E’ necessario che tutti insieme si cerchi uno sbocco ad una situazione che compromette lo sport dilettantistico».

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