In Evidenza

L’autostop? Ora si fa online, scopri come

Cosenza – Tra gli anni sessanta-settanta iniziò a prendere piede un nuovo modo di viaggiare denominato autostop. Il fenomeno spopolò, soprattutto negli Stati Uniti, grazie agli hippy che si appostavano sul ciglio della strada in attesa di un automobilista clemente che li aiutasse a raggiungere le fabbriche, i concerti e i luoghi d’incontro abituale. Gli hippy amavano la vita comunitaria e l’autostop, all’epoca, era il modo migliore per conoscere nuova gente ed estendere i concetti d’amicizia, pace, amore e fratellanza.

Erano i tempi del pacifismo, della libertà sessuale, del contrasto alle istituzioni, dei raduni a Woodstock, erano i tempi dei Beatles, dei pollici alzati e dei cartoni dalle scritte cubitali che recitavano sempre la stessa espressione “Everywhere”, ovunque, in qualsiasi luogo, da qualsiasi parte del mondo alla ricerca della libertà.
Erano gli anni della strada, dei viaggi condivisi, degli zaini in spalla, delle attese sui cigli di strade impolverate; ore e ore passate sotto la pioggia battente e il sole cocente in cerca di un passaggio, ore infinite ma mai snervanti perché trascorse con il desiderio di raggiungere nuove mete.

L’era dei figli dei fiori è ormai andata, tutto ha subito un’inarrestabile evoluzione e, con le nuove tecnologie, anche l’autostop ha subito un’intensa innovazione; è finita l’epoca dell’attesa e dei pollici in su, ora basta sedersi davanti al computer, puntare l’indice sul mouse, accedere al browser e collegarsi sugli appositi siti di autostop online.

Questa nuova modalità di viaggio è definita ridesharing e usufruirne è veramente semplice; il concetto cardine è la condivisione dell’auto con altri passeggeri che devono affrontare lo stesso viaggio e raggiungere la stessa meta, la condivisione avviene anche sul fronte economico; tutti i passeggeri, infatti, devono contribuire alle spese di benzina e pedaggio. Si tratta comunque di cifre modiche in confronto a quelle che si devono affrontare nel momento in cui si decide di viaggiare da soli.
Il ridesharing è semplice, veloce e vantaggioso, scopri come nell’intervista a Olivier Bremer country manager di BlaBlaCar.it, primo sito di ridesharing online in Italia.

Come nasce l’idea di creare il sito di ridesharing BlaBlaCar? E in quante persone ve ne occupate?
L’idea nasce da un’esperienza personale: nel 2009 mi trovavo in Germania, dove il mezzo di trasporto preferito degli studenti erano proprio i passaggi condivisi, molto più economici rispetto al treno. Lì i viaggiatori si organizzavano utilizzando una bacheca ed io ho pensato di lanciare questo sistema anche in Italia ma tramite un sito web dal nome postoinauto.it. Da quel momento postoinauto.it è cresciuto velocemente e, nel 2012, è diventato parte della rete europea di BlaBlaCar che, ormai, conta oltre 60 dipendenti in 5 paesi europei. Approfitto per segnalare che BlaBlaCar non è un sito di carpooling ma di ridesharing, i due termini, infatti, vengono spesso confusi tra di loro. Il carpooling è l’utilizzo alternato dell’auto da parte di colleghi della stessa azienda per risparmiare, mentre il ridesharing consiste nella condivisione di passaggi sulle medie e lunghe distanze a fronte di un contributo alle spese di benzina e pedaggio.

Non tutti conoscono il ridesharing, voi che nel campo siete degli esperti potreste spiegare come funziona questa nuova modalità di autostop?
Il ridesharing funziona così: chi viaggia in auto e ha dei posti liberi qualche giorno prima del viaggio inserisce un annuncio gratuito su www.blablacar.it specificando partenza, arrivo, data, ora, numero di posti ed eventuali fermate intermedie, oltre ad altre informazioni aggiuntive (es. fumatore/non fumatore, grado di loquacità scegliendo tra “bla”, “blabla” e “blablabla”, interessi ecc.). Il sito, inoltre, suggerisce un prezzo da chiedere a ciascuno dei passeggeri basato sulla distanza percorsa; il conducente potrà modificare questo prezzo ma non alzarlo oltre una certa soglia per motivi legali. A questo punto l’offerta del passaggio sarà visibile a tutti gli altri utenti di BlaBlaCar che potranno trovarlo nel menù e contattare il conducente se vogliono viaggiare con lui.
Quando, secondo voi, si è realizzato il passaggio dall’autostop tradizionale a quello online?
L’autostop tradizionale e quello online sono in realtà due concetti radicalmente diversi. Il primo è espressione della libertà di una generazione, quella degli anni Sessanta e Settanta; viene praticato ancora oggi ma presenta notevoli problemi sia a livello di sicurezza che, soprattutto, di affidabilità: nessuno ci garantisce che arriveremo alla destinazione scelta in tempi rapidi. Inoltre nell’autostop il passaggio viene dato gratis, e il solo vantaggio per il conducente è la compagnia durante il viaggio.
Il ridesharing rivoluziona il concetto dell’autostop in quanto permette agli utenti di conoscersi prima (consultando ad esempio i feedback ricevuti dai potenziali compagni di viaggio) e scegliere con chi viaggiare; inoltre il passaggio viene “prenotato” e non è necessario attendere sul ciglio della strada con il pollice alzato, basta un computer o uno smartphone. Infine, grazie alle disposizioni di sicurezza adottate da BlaBlaCar (come i feedback, la verifica obbligatoria del cellulare, il viaggio rosa ecc.) viaggiare con il ridesharing diventa assolutamente sicuro.
È un periodo abbastanza critico per la nostra società, siamo condizionati dalle notizie di cronaca nera che passano in tv e ciò ci induce a perdere la fiducia nei confronti del prossimo. Quante persone riescono a mettere da parte la diffidenza decidendo di rivolgersi a voi per organizzare un viaggio con un perfetto estraneo?
Gli utenti iscritti a BlaBlaCar sono ormai quasi tre milioni in Europa. La prima volta è la più difficile, ma chi supera la diffidenza iniziale e fa un viaggio con BlaBlaCar in compagnia di altre persone interessanti non può più farne a meno: il passaparola è la prima fonte di traffico per il nostro sito.

Come garantite la sicurezza e, soprattutto, l’incolumità dei passeggeri?
BlaBlaCar adotta numerosi sistemi per tutelare la sicurezza di tutti gli utenti; non vengono, ad esempio, pubblicate informazioni di profilo di altri utenti sul sito e per contattarsi è necessario prima iscriversi e verificare il proprio cellulare con un codice ricevuto via SMS. Ogni utente, inoltre, ha un profilo di feedback pubblico con le “recensioni” ricevute da altri utenti. Per i conducenti, tra l’altro, c’è un punteggio che va da 1 a 3 basato sullo stile di guida e il rispetto del codice della strada.

Sul vostro sito c’è anche l’opzione “Viaggio rosa” potreste spiegarci di cosa si tratta?
Con il “viaggio rosa” le donne iscritte a BlaBlaCar possono scegliere di viaggiare in compagnia di sole donne. Ciò garantisce una maggiore tranquillità sopratutto per le utenti che si avvicinano al ridesharing per la prima volta.

Persone di quale fascia d’età utilizzano questo nuovo servizio?
Soprattutto under 35 ma l’età media è in crescita; al momento contiamo diversi utenti attivi over 65.

Quali sono i vantaggi che si possono ottenere optando per il ridesharing?
Il ridesharing permette di risparmiare tantissimo, spesso anche oltre il 75% rispetto al viaggio solitario in auto, in treno o in aereo. Un viaggio Milano-Roma, ad esempio, costa 25-30 euro, mentre per Reggio Calabria-Roma si spendono sui 35-40 euro. Inoltre si riducono le emissioni di CO2 pro capite, si contribuisce a ridurre il traffico sulle strade e si fanno nuove amicizie.

Annabella Muraca

Print Friendly, PDF & Email
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

To Top
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com