Commissario straordinario ASP Cosenza in Commissione sanità. In arrivo la centrale operativa territoriale

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COSENZA – La Commissione consiliare sanità del Comune di Cosenza ha ospitato a Palazzo dei Bruzi l’audizione del commissario straordinario dell’Asp, Dott.ssa Simonetta Cinzia Bettelini. All’ordine del giorno figurava l’aggiornamento sull’attuale situazione dell’andamento dell’epidemia da Covid 19 in provincia di Cosenza, ma la seduta di commissione ha abbracciato i diversi aspetti critici che il rialzo dei contagi sta mettendo in evidenza. L’incontro è stato introdotto dalla Presidente dell’organismo consiliare Maria Teresa De Marco che ha subito messo sul tappeto le criticità emerse in questa fase, alla luce anche della recentissima classificazione, nel DPCM del 3 novembre, della Calabria come zona rossa. Maria Teresa De Marco ha chiesto al commissario straordinario dell’ASP il potenziamento delle USCA (le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, volte a fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19 e a garantire l’assistenza dei pazienti affetti da coronavirus che non necessitano di ricovero ospedaliero) con il ripristino delle funzioni previste dalla normativa e il potenziamento della medicina territoriale e  dei laboratori di virologia. “C’è bisogno di questi interventi – ha detto De Marco – perché il sistema sanitario è al collasso e insufficiente”. Subito dopo è intervenuto il dottor Tullio Chimenti, componente del direttivo della FIMMG, la Federazione dei Medici di medicina generale, che nel ribadire che le USCA tradiscono la funzione che è loro propria essendo utilizzate solo per fare tamponi, ha ripercorso le tappe normative della nascita delle stesse USCA, a partire dalla legge regionale n.14 del 9 marzo 2020, alle diverse deliberazioni del  commissario Bettelini. Sulla base di questo quadro normativo “le USCA attive – secondo il dottor Chimenti – avrebbero dovuto funzionare per 7 giorni alla settimana e per 12 ore al giorno, per un totale di 84 ore settimanali: 920 ore in tutte le 11 postazioni USCA attive. Attualmente, però, le ore durante le quali le USCA sono attive arrivano a 200 cui sono state aggiunte, due giorni fa, altre 200 ore. Le postazioni – ha spiegato  ancora Chimenti – possono attualmente contare su 14 medici che si muovono in tutta la provincia, ma che sono comunque sottodotati rispetto a quella che è la normativa”. Il commissario Bettelini ha subito replicato affermando che “tra le funzioni delle USCA rientra anche la possibilità di fare i tamponi e di procedere al tracciamento dei casi”. Bettelini ha poi ricordato che il primo provvedimento di istituzione delle Usca risale all’aprile di quest’anno quando i casi di Covid-19 erano già in una fase di riduzione e le funzioni delle USCA erano concentrate soprattutto sugli arrivi da altre regioni nelle stazioni ferroviarie o negli aeroporti. “Attualmente le Usca – ha aggiunto il commissario Bettelini – possono contare su 15 medici e 6 unita infermieristiche reclutati sulla base di una prima manifestazione d’interesse. In una seconda manifestazione d’interesse scaduta ieri hanno avanzato candidatura 150 medici che, ovviamente, dovranno essere selezionati. Altre 400 domande – ha detto ancora il commissario dell’ASP – sono pervenute a seguito di un’altra manifestazione d’interesse bandita inizialmente per il reclutamento di infermieri scolastici a presidio delle scuole. Anche per questo bando si sta procedendo, alla velocità della luce, a stilare una graduatoria”. Bettelini ha poi delineato il diverso scenario territoriale apertosi con l’incremento dei casi e l’impennata dei positivi e dei sintomatici. “Da questo momento i compiti delle USCA – ha precisato Bettelini – si sono spinti ben al di là delle mura della loro sede naturale, con il coordinamento del Dipartimento di prevenzione e tenendo conto di una effettiva necessità di rapportarsi, nelle ultime settimane, sul territorio, con i medici di medicina generale. Le USCA – ha ribadito Cinzia Bettelini – hanno dovuto soddisfare le richieste di buona parte dei Comuni della provincia, giustamente preoccupati del rialzo dei contagi, perché si effettuassero i tamponi sui residenti. Un supporto in questo senso è stato svolto anche all’interno di molte strutture socio-sanitarie”. Per Bettelini la concertazione con i medici di base o con i pediatri di libera scelta è fuori discussione. “Anzi – ha detto – è auspicabile un sempre maggiore radicamento di una rete territoriale che consenta una sempre più diffusa circolazione e condivisione delle informazioni”. E a questo proposito Cinzia Bettelini ha preannunciato l’avvio a breve, nella sede di Serra Spiga, di una centrale di coordinamento territoriale con un funzionamento simile alla centrale operativa del 118 in grado di registrare tutte le chiamate in arrivo e di riorganizzare i servizi secondo le competenze di ciascun operatore. “Questa nuova centrale operativa – ha spiegato – avrà un’apertura flessibile ipotizzando un funzionamento, sette giorni su sette, di 12 ore al giorno che al momento sono sufficienti a soddisfare l’attuale domanda. Per alleggerire poi il lavoro del laboratorio di virologia dell’Ospedale dell’Annunziata il commissario Bettelini ha, inoltre, annunciato l’imminente apertura di un laboratorio a Rossano in grado di processare 300 tamponi al giorno ed in grado di avere anche referti più veloci. “L’acquisto della macchina – ha detto il commissario dell’ASP – risale al maggio scorso. Poi sono stati necessari i lavori di adeguamento degli spazi ed il potenziamento del personale. La nuova macchina, per la quale è stato affrontato un investimento di 150 mila euro, sarà montata tra sabato 7 e il 13 novembre”. Fa sentire senza timore alcuno la voce dei medici di medicina generale il dottor Felice Fazzari, responsabile distrettuale della FIMMG, calcando ancora una volta la mano, come accaduto in altre commissioni sanità che lo hanno ospitato, sull’inesistenza di un rapporto tra medici di base e USCA. Fazzari ha rivendicato una interlocuzione costante tra medici di base ed Usca “che – ha detto – finora è mancata. Non si può demandare tutto al Dipartimento di Prevenzione. Il medico di famiglia deve avere un ruolo centrale nel rapporto con l’Usca. Bisogna creare un connubio indispensabile che delinei un percorso definito di natura domiciliare. Le inefficienze strutturali ed organizzative hanno determinato in Calabria la Zona Rossa. Dobbiamo avere autonomia e possiamo averla. Solo allora avremo i risultati. I nostri pazienti sono adesso completamente disorientati. Non è possibile che l’USCA si interessi di tamponi e basta”.

Durante la seduta di commissione sono intervenuti anche i consiglieri comunali Massimiliano Battaglia, Carmelo Salerno, Vincenzo Granata, Bianca Rende, Giuseppe D’Ippolito, Francesco Cito e Massimo Lo Gullo. 

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