Giò Di Tonno e la magia di Notre Dame de Paris che non muore mai. Da domani la Corte dei miracoli a Reggio Calabria

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Giò Di Tonno

L’attesa è finita. La Corte dei Miracoli torna per la sesta volta in Calabria e sarà in scena da domani fino sabato sera al Palacalafiore di Reggio Calabria per cinque spettacoli quasi sold out. Da giovedì 7 a sabato 9 maggio sono in programma tre serali alle ore 21:00 e due matinée alle ore 10:00, fra cui, quello di sabato, aperto a tutti.

Ben 12000 i biglietti già venduti: Notre Dame De Paris stabilisce il record di spettatori paganti in Calabria, con oltre centomila biglietti in sei edizioni: dalla prima all’Arena Magna Graecia di Catanzaro nel 2002, alla tappa allo Stadio San Vito di Cosenza nel 2017 e alle quattro tappe al Palacalafiore di Reggio nel 2004, 2016, 2022 e, appunto ora, nel 2026.

Sono numeri da capogiro quelli del nuovo tour del kolossal Notre Dame De Paris di Riccardo Cocciante, prodotto da David e Clemente Zard, che continua ad aggiungere date, anche dopo le cinque settimane travolgenti al Teatro Arcimboldi di Milano. Un successo tangibile che si lega ancora una volta ai nomi storici del cast italiano – Giò Di Tonno (Quasimodo), Vittorio Matteucci (Frollo), Graziano Galatone (Febo), Elhaida Dani (Esmeralda), Matteo Setti (Gringoire), che dopo 24 anni portano ancora in scena lo spettacolo in giro per la Penisola – ma anche a quelli dei cantattori che hanno preso parte anche all’edizioni stranieri, altrettanto fortunate, come Angelo Del Vecchio e Gianmarco Schiaretti, e poi ancora Camilla Rinaldi, Beatrice Blaskovic, Alessio Spini, Luca Marconi, Massimiliano Lombardi, oltre a ballerini, acrobati e breaker.

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Fra i primi, Gio Di Tonno è il Quasimodo nazionale: dal 2002 ad oggi, sono 24 anni di amore incondizionato fra il personaggio e il suo amatissimo interprete.

“Il prossimo anno festeggeremo le nozze d’argento, ci siamo lasciati per un periodo, come spesso succede alle coppie innamorate che hanno momenti di crisi, ma il nostro è un grande amore“, ci spiega con grande entusiasmo, nonostante il numero imprecisato di repliche, Giò Di Tonno al telefono, in viaggio verso la Calabria. “La verità è che questo personaggio lo sento tantissimo e questo succede nonostante gli anni passati insieme. Certo, all’inizio delle prove ho avuto qualche difficoltà in più ad approcciarmi a Notre Dame, perché venivo dalla tournee de “I tre moschettieri”, uno spettacolo che ho scritto io e che rispecchia, quindi, la mia volontà di proseguire sulla strada della composizione di cose mie. Sono sceso da un palco e sono salito subito sull’altro, con ancora addosso quella sensazione, bella, della composizione di uno spettacolo mio che comunque stava andando bene, che stava crescendo tantissimo, ma avevo promesso a Clemente Zard che sarei tornato e quindi non potevo che essere di parola. Ma per rientrare in sintonia con i panni di Quasimodo è bastato pochissimo. Rivedere tutti, lavorare ancora insieme ai miei amici, ripartire con grande entusiasmo e sapere che i teatri sono pienissimi… tutto questo, insomma, ha fatto il resto. Il fatto che ci siano anche Graziano (Galatone, ndr) e Vittorio (Matteucci, ndr) è un valore aggiunto perché non ti nascondo che sarebbe più difficile farlo senza di loro, perché siamo davvero ormai tanto amici, siamo proprio una famiglia, ci capiamo al volo. certo, è bello salire sul palco anche con gli altri componenti del cast perché vedi il loro entusiasmo eccetera però tutto il tour senza di loro sarebbe stato diverso”. Ma che motivazioni si trovano per fare lo stesso spettacolo per 24 anni? “La motivazione la trovo quando salgo sul palco, è quello il momento in cui mi immedesimo nel personaggio. Da una parte c’è questa simbiosi, dall’altra l’amore per lo spettacolo stesso: Notre Dame mi piace tanto e questo è fondamentale, mi piace il ruolo, mi piace il messaggio che manda e quindi questo sicuramente aiuta tanto. A volte capita agli attori professionisti di dover fare qualcosa che non piace, che si fa esclusivamente per il compenso, ma davvero non è questo il caso. L’aspetto economico è importante ma io ho sempre fatto cose che mi appagassero prima di tutto spiritualmente“. “La passione è tutto ed io l’ho sentita la prima volta a 10 anni circa quando ad un matrimonio – ci racconta il cantautore di Pescara – dei parenti sapendo che cantavo e suonavo il pianoforte mi chiedono di intonare una canzone. Non ricordo neanche quale fosse il brano ma ricordo benissimo l’applauso che mi accompagnò dal pianoforte al mio posto a tavola. Quell’applauso, lo dico sempre, è stato il motivo per cui ho sentito la vocazione. Da quel giorno mi sono detto che io quell’applauso avrei voluto sentirlo nella vita. Perché te lo racconto? Perché adesso quando salgo sul palco e vedo la gente così entusiasta e così felice di venire a vedere Notre Dame, mi carica tantissimo. So di star facendo qualcosa che è storia. Poi non ti nascondo che possono esserci momenti di routine, momenti in cui è più difficile salire sul palco, ma durante questo ultimo tour non mi è ancora capitato“.

Teatri e palasport pienissimi, appunto; nonostante gli anni la magia di Notre Dame non si spegne, replica dopo replica.

Anche per noi è un successo ancora adesso clamorosissimo che non si arresta, anzi è maggiore degli ultimi anni, è una cosa pazzesca“, ci racconta Giò, anche stavolta disponibilissimo con Ottoetrenta.it. “Anche più del tour del ventennale?, gli chiediamo. “Sì, perché considera per esempio che noi nel ventennale non abbiamo fatto cinque settimane all’Arcimboldi, teatro da 2.300 posti, vale a dire 38 repliche consecutive, di cui probabilmente solo 4-5 non sold out. E’ un record se paragonato alle tre repliche che normalmente fanno altri spettacoli. Questo testimonia quanta attesa, quanta partecipazione, quanta curiosità c’è da parte di chi non ha mai visto Notre Dame. Oltre ai fan, quelli storici, che l’hanno visto anche decine di volte, le famiglie portano a teatro i figli, poi i nipoti”. E la magia di Notre Dame si rigenera, tour dopo tour, generazione dopo generazione“. Del resto, anche chi scrive lo ha visto già tre volte. E allora come fa NDP ad avere questo seguito dopo quasi 25 anni? “Innanzitutto perché è, mi ripeto, uno spettacolo bellissimo. Gli ingredienti funzionano tutti: le canzoni, i testi, le scenografie, le coreografie, i ballerini, gli acrobati. Però è anche vero che noi interpreti l’abbiamo fatto diventare anche un fatto di costume, la presenza del cast storico è una componente importante. Notre Dame avvicina la gente come Medjugorje e Lourdes avvicinano i pellegrini. Il pubblico viene a nutrirsi di qualcosa di più profondo. La prima volta che vedi Notre Dame forse non te ne rendi conto appieno, perché sei ammaliato da tutta la parte estetica. Poi la seconda volta ti lascia qualcosa di cui evidentemente non puoi fare a meno. Per il 90% del pubblico è così: questo ci raccontano a fine spettacolo quelli che sono venuti 30, 40, anche 50 volte. Per questo, ti dico, che è ancora bello farne parte“.

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Il messaggio di Notre Dame de Paris di libertà, autodeterminazione, inclusione è cosi tremendamente attuale.

E l’attualità della scena musicale italiana oggi porta a Delia e alla sua scelta di sostituire le parole di Bella Ciao durante il concertone del 1° Maggio, nello specifico di sostituire la parola “partigiano” con “essere umano”. “Bella ciao” è una canzone simbolo di determinato periodo storico e cambiarne le parole seppur, come ha detto Delia, per estendere il messaggio, l’ho trovato sterile. Probabilmente è stata consigliata male perché quella canzone ha un messaggio simbolicamente molto forte. Quindi non ci si può prendere la briga di cambiare le sue parole che sono perfette così. <<Partigiano>> ha già un significato ampio e inclusivo“.

E alla fine della nostra chiacchierata, il “resistente” Giò Di Tonno, cede anche al suo amore per la Calabria e i calabresi:Sono felicissimo di tornare da voi perché in Calabria ho tanti amici veri e uno dei miei amici più cari che è mancato qualche anno fa era proprio calabrese ed io ho sempre identificato la Calabria con lui. E dalla sua famiglia, come ogni volta che torno del resto, sono sempre stato accolto benissimo. Dal punto di vista umano mi sono sempre sentito a casa e quindi ancora una volta torno con grande piacere“. “Devo però dire ai miei amici calabresi che sono a dieta, quindi non ci provate ad ingozzarmi (ride). Scherzi a parte, qualche pranzetto avrò modo di farlo e anche di portare a casa qualche buonissimo prodotto gastronomico tipico“. Giò Di Tonno abruzzese doc, ma anche un po’ calabrese inside!

Info Notre Dame al Palacalafiore

Gli ultimi biglietti per assistere a Notre Dame de Paris a Reggio Calabria sono disponibili online su Ticketone, nei punti autorizzati e prima degli spettacoli anche presso la biglietteria del palasport (per informazioni 0968441888). Da giovedì 7 a sabato 9 maggio sono ben cinque gli spettacoli in programma, tre serali alle ore 21:00 e due matinée alle ore 10:00. Aperto a tutti, a richiesta di molti spettatori, anche lo spettacolo mattutino di sabato.