Cultura&Spettacolo

La pellicola “Mò Vi Mento – Lira di Achille” porta Zaccanopoli al Festival del cinema di Venezia

Da sx il regista e produttore Francesco Gagliardi, la regista e produttrice Stefania Capobianco, il produttore Giuseppe Picone

VIBO VALENTIA – Il piccolo centro vibonese di Zaccanopoli, racchiuso tra il mare e la montagna, con poco più di settecentocinquanta abitanti, sta per vivere il suo momento di popolarità cinematografica. Il paese infatti, probabilmente poco noto oltre i confini regionali, ma non per questo poco famoso, gira intorno alle vicende e ai tormenti di Achille (alias Daniele Monterosi), uno dei protagonisti del film “Mò Vi Mento – Lira di Achille” che sta per approdare alla 75ª Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia.

L’opera filmica, prodotta dalla FG Pictures, nota società di produzione cinematografica di Roma, per la regia di Stefania Capobianco e Francesco Gagliardi e co-prodotta dagli stessi insieme a Giuseppe Picone, sarà infatti proiettata il 31 Agosto al Venice Production Bridge.

La commedia, che vanta un cast artistico d’eccezione (da Enrica Guidi a Giovanni Scifoni, da Benedetta Valanzano a Daniele Monterosi fino a Tony Sperandeo), racconta la storia di un matrimonio ripetutamente rimandato, di un neonato movimento politico e di una sarabanda di personaggi che daranno vita ad equivoci a catena e che culmineranno in un finale con fuochi d’artificio. I temi trattati sono quelli che da sempre condizionano la vita di tutti: l’amore, i soldi e la politica. La chiave dell’opera è proprio la sagace ironia capace di portare alla luce un piccolo borgo poco conosciuto come il comune calabrese di Zaccanopoli.

Una commedia tutta italiana che colora alcuni aspetti legati al panorama politico e sociale del nostro paese dando un messaggio forte, penetrante e allo stesso tempo divertente e paradossale. 

Da sx il direttore della fotografia Giovanni Mammolotti, la regista Stefania Capobianco e il regista Francesco Gagliardi

Da sx il direttore della fotografia Giovanni Mammolotti, la regista Stefania Capobianco e il regista Francesco Gagliardi

La commedia racconta la storia di un matrimonio ripetutamente rimandato, di un neonato movimento politico e di una sarabanda di personaggi che daranno vita ad equivoci a catena e che culmineranno in un finale con fuochi d’artificio.

Un mix degno del successo che il film è destinato ad avere. Stefania Capobianco e Francesco Gagliardi, registi ed anche co-autori dell’opera, raggiungono così un altro grande risultato, oltre che personale, anche per la società di produzione cinematografica FG Pictures di Roma amministrata da Giuseppe Picone in cui lavorano. Tra  le altre opere di livello prodotte dalla FG Pictures infatti, non può non essere ricordato il documentario “Mediterranean diet example to the world”, con Franco Nero attore protagonista, realizzato in collaborazione con RAI Cinema, che per il suo alto valore socio culturale ha ottenuto il patrocinio dell’UNESCO. E naturalmente il successo del primo lungometraggio dal titolo “Prigioniero di un segreto”, prodotto nel 2009 da Francesco Gagliardi, che ha ottenuto il premio come Miglior Produttore Esordiente alla 63° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno. 

Dal film il romanzo

Dopo aver letto la sceneggiatura, Armando Curcio Editore, storica casa editrice fondata nel 1927, l’ha selezionata per la pubblicazione di un romanzo scritto da Francesco Gagliardi che narrerà le vicende presenti all’interno della commedia e sarà intitolato anch’esso “Mò Vi Mento – Lira di Achille”.

Il film “Mò Vi Mento – Lira di Achille” è atteso nelle sale cinematografiche sul territorio nazionale nel prossimo inverno.

 

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