Nel cuore della Calabria sopravvive un patrimonio invisibile fatto di racconti sussurrati, superstizioni, memorie popolari e leggende tramandate di generazione in generazione. Un universo fragile e potentissimo che resiste al tempo nei vicoli dei paesi, nei silenzi delle montagne, nelle parole degli anziani e nelle storie che continuano a vivere ai margini della memoria ufficiale. È da questa dimensione sospesa tra storia e mito che nasceEchi di antichi racconti. Miti, riti e memorie di una Calabria invisibile, il libro dell’artista e autrice Sabrina Marotta, edito Teomedia e disponibile dai primi di giugno.
Sabrina Marotta, docente di arte e immagine, è un’artista visiva da anni impegnata in una ricerca che indaga il rapporto tra memoria, territorio e identità culturale. Ha preso parte a numerose mostre collettive ospitate in spazi museali e culturali nazionali e internazionali, realizzando anche diverse esposizioni personali.
Ogni capitolo del libro, infatti, è corredato da un acquerello realizzato dalla stessa autrice: immagini evocative che non illustrano semplicemente le storie, ma ne restituiscono l’atmosfera sospesa, il senso del mistero e la dimensione emotiva. Trentaquattro racconti organizzati in quattro sezioni tematiche.
La prima sezione, Le anime e le ombre, conduce il lettore nel mondo delle presenze che popolano l’immaginario collettivo: defunti che tornano, presenze che vegliano e anime erranti in cerca di ciò che hanno lasciato incompiuto. Con L’eco delle acque e delle pietre emerge, invece, una Calabria ancestrale, dove la natura conserva ancora un’anima sacra: fonti, rocce, sentieri e bivi custodiscono colpe, segreti e memorie. La terza parte, Misteri e tesori, affronta il tema delle “truvature”: tesori nascosti protetti da sortilegi e prove da superare. Infine, Tra storia e leggenda: sangue, vendetta e redenzione, accompagna il lettore nei luoghi dove la memoria orale si intreccia alla storia documentata. Briganti, vittime e personaggi dimenticati dalla storia ufficiale riemergono attraverso testimonianze, racconti popolari e documenti d’archivio.

La ricerca di Marotta nasce da un percorso personale e quasi casuale. Tutto prende forma da un breve racconto pubblicato sui social e dedicato a una leggenda del paese di Celico, dove l’autrice vive. Al centro della narrazione, la storia secondo cui un brigante avrebbe ritrovato un quadro della Madonna del Carmine. Quel testo attirò l’attenzione di Francesco Stefanelli, autore e conduttore della trasmissione televisiva “Strane storie di Calabria”, che la invitò a partecipare a una puntata.
Da quel momento l’autrice iniziò una ricerca sempre più intensa: testimonianze raccolte tra gli anziani del paese, pubblicazioni ottocentesche, documenti storici e frammenti di memoria si trasformarono progressivamente in una vera e propria indagine sulle tradizioni orali del Mezzogiorno. Fondamentale è stata anche la consultazione degli atti giudiziari forniti da Francesco Caravetta, autore dei numerosi volumi “Antichi delitti”.
Tra le storie raccontate nel libro emerge quella di Ciccilla, la brigantessa che fece tremare la Sila e che venne rinchiusa nel convento di San Domenico di Celico, già utilizzato come prigione durante il periodo napoleonico. Una vicenda approfondita anche grazie al confronto con Peppino Curcio, autore del volume “Ciccilla. La storia della brigantessa Maria Oliverio, del brigante Pietro Monaco e della sua comitiva”.
L’opera si inserisce inoltre in una riflessione più ampia sul valore antropologico della tradizione orale. Nella postfazione, Francesco Caravetta richiama gli studi di Ernesto De Martino, Alberto Mario Cirese e Antonio Gramsci, sottolineando come il folklore non rappresenti un semplice insieme di superstizioni, ma una vera forma di interpretazione del mondo elaborata dalle classi popolari attraverso simboli, racconti e pratiche tramandate nel tempo.
Echi di antichi racconti si configura come un’opera che restituisce dignità culturale a storie spesso relegate ai margini e invita il lettore ad ascoltare quelle voci antiche che il tempo non è riuscito a cancellare.
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Elvira Sangineto
