IntervistiamoCi – Gennaio: Elio Calderini

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È indubbiamente il personaggio più in vista del Cosenza, quello più simpatico, più sui generis, l’idolo della curva, il beniamino dei bambini (e dei parrucchieri). Si distingue in campo per i movimenti rapidi ma anche per i gesti che ne fanno una sorta di novello Gazza Gascoigne, uno un po’ matto del quale anche Mister Cappellacci ha detto: “Il cervello gli funziona a tratti”. Stiamo parlando, ovviamente, di Elio Calderini, l’uomo in più del Cosenza, quello che entra e segna, ma anche quello che mantiene alto il morale in tutto lo spogliatoio, quello che aveva provato alla scorsa intervista, ricorderete, ad investirci mentre intervistavo Frattali. Quello che si inchina sotto la curva, e che tra la gente della curva ama vivere. Oggi è lui il protagonista di “IntervistiamoCi”, in quanto vincitore del sondaggio lanciato a fine gennaio – a proposito: il sondaggio ritornerà a breve, non perdeteci di vista. Un particolare ringraziamento, per la buona riuscita dell’intervista, va a Mister Cappellacci e Federico Orlandi, che ci hanno permesso di raggiungere Elio allo stadio e di tornare a casa, visti problemi tecnici avuti con il mezzo di trasporto.

Domanda: “Elio, anzitutto la tua posizione in campo, perché nelle varie partite non si è capita, avendo tu giocato in tutti i ruoli: ma tu, in realtà, cosa sei?”

Risposta: “Un attaccante atipico, quello sicuramente. Però l’importante è fare bene, dove mi mette mette il Mister fa lo stesso, l’importante è giocare, e giocare bene soprattutto.”

D: “Nella precedente intervista, abbiamo chiesto a Frattali e Manolo come fosse l’atmosfera nello spogliatoio. Gigi ha detto che tu sei uno tra i più estrosi, per usare un eufemismo. Secondo te, invece? Chi è il più pazzo?”

R: “A parte me ce ne sono altri altri tre o quattro, tra cui Orlandi… Ma non è il solo, eh.”

D: “Invece hanno detto che quello un po’ più serio è Bigoni, confermi?”

R: “Si, è un po’ triste, però… [ride, ndr] No, scherzi a parte, è un modo suo di essere. Alla fine è questo che fa la persona, ed il fatto che lui sia un po’ più tranquillo come ragazzo non è un difetto, anzi.”

D: “Secondo te il Cosenza può farcela ad arrivare primo, o ci accontenteremo, si fa per dire, della promozione nelle prime otto?”

R: “Va beh noi ci proviamo, perché comunque noi scendiamo sempre in campo per vincere. Poi qualcuna la possiamo anche perdere, non siamo il Barcelona, ci sta la sconfitta.”

D: “Delle squadre che hai affrontato, qual è quella che ti ha impressionato di più?”

R: “Indubbiamente la Casertana, insieme a noi ed il Foggia è la più forte.”

D: “Ed il portiere più forte? A parte Pierluigi”

R: “Beh, Pierluigi meno male che ci gioco insieme, altrimenti sarebbe stato un dramma. Per il resto… Non ne ricordo uno in particolare.”

D: “Qui a Cosenza hai ritrovato due compagni che ti hanno accompagnato negli ultimi due anni di carriera, Criaco ed, ora, Corsi. L’atmosfera è familiare quindi.”

R: “Si, con l’arrivo di Angelo che sta dormendo da me mentre cerca una sistemazione, poi, siamo davvero una grande famiglia. Oltretutto, anche con gli altri ci siamo trovati subito bene, anche perché conoscevo qualcuno, ad esempio Gigi e Nicholas [Frattali e Guidi, ndr].”

D: “Quindi il gruppo è più di amici che di compagni di squadra.”

R: “Si, infatti un gruppo così è difficile trovarlo in giro, ma non te lo dico perché sto facendo l’intervista, ma perché realmente penso che non ci sia neanche un cattivo ragazzo nello spogliatoio, quindi ci troviamo tutti bene.”

D: “La vera sorpresa, per noi della stampa, è stato Blondett, del quale si diceva un gran bene ma dal quale non ci si aspettava questo exploit. Forte davvero?”

R: “Beh, io l’ho sempre detto che Blondett entro massimo due anni sarà sicuramente in categorie superiori, perché a parte la giovane età ha anche qualità importanti, è un difensore molto forte.”

D: “Torniamo un attimo su Bigoni: nello spogliatoio si ferma o continua a correre per inerzia?”

R: “No, è impressionante, infatti lui arriva all’una al campo e già fa gli addominali, io non so come fa… Io non li faccio manco quando li devo fare, lui è sempre sul pezzo, infatti questa è una delle caratteristiche maggiori che ha.”

D: “La domanda dei lettori: chi è il giocatore più importante della squadra secondo te?”

R: “No, non credo che ci sia qualcuno di maggiormente importante. Siamo tutti molto forti, quantomeno nel reparto offensivo, ti parlo da attaccante, chi ha giocato ha sempre fatto bene.”

D: “De Angelis?”

R: “Va beh, De Angelis è pazzesco, non lo scopro io, so’ dieci anni che gioca e che va in doppia cifra, quindi…”

D: “Grazie, anche a nome di tutti i lettori di ottoetrenta.”

R: “Grazie a voi!”

Si chiude così il secondo capitolo di “IntervistiamoCi”. Il prossimo numero arriverà nella prima settimana di marzo, ma non dimenticate di partecipare al sondaggio, che partirà al più tra due settimane e che vi permetterà di scegliere il prossimo protagonista. Ricordate: ad “IntervistiamoCi” il protagonista lo scegli tu!

Francesco La Luna

Ph: Alessia Viscì

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