Una giornata carica di significato storico quella vissuta ieri dalla comunità di Cavallerizzo (frazione di Cerzeto), nel contesto dei festeggiamenti dedicati a San Giorgio Martire. Al termine della Messa in onore del Santo Patrono, si è svolta la cerimonia di consegna della Bandiera dei Combattenti e Reduci, affidata dalla famiglia Melicchio al Sindaco di Cerzeto, Giuseppe Rizzo. Un gesto simbolico che consegna alla comunità un emblema di sacrificio, memoria e identità.
Il vessillo fu donato nel 1964 dal Prefetto di Cosenza, Francesco Lettieri, al Cavaliere Vincenzo Melicchio, Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Quest’ultima, fondata a Roma il 4 novembre 1918, al termine della Prima guerra mondiale, nacque con l’obiettivo di rappresentare e tutelare i combattenti che avevano servito la Patria. Nel 1923, con la legge n. 850, le venne riconosciuto ufficialmente il compito di rappresentare gli interessi morali e materiali dei reduci di guerra, consolidando il proprio ruolo di riferimento presso il Governo. Negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, l’Associazione si organizzò su tutto il territorio nazionale attraverso federazioni provinciali e sezioni locali.
Anche Cerzeto entrò a far parte di questa rete: nel 1965 venne costituita la sezione locale con ventinove iscritti. In quell’occasione, il Prefetto Lettieri nominò Vincenzo Melicchio presidente della sezione e gli consegnò la bandiera, affidandogli il compito e l’onore di rappresentarla in ogni occasione istituzionale e religiosa.

La bandiera è il Tricolore italiano; al centro dello stemma dell’Associazione è raffigurato l’elmetto dei combattenti, adornato da fronde d’alloro, simbolo di onore, coraggio e continuità tra i combattenti delle diverse guerre e la storia stessa dell’Associazione.
«È giusto che un simbolo così importante della nostra storia venga custodito e collocato in una sala del Comune di Cerzeto – afferma Sergio Melicchio, uno dei figli del Cavaliere – affinché ogni cittadino possa percepirne il significato. La memoria non è soltanto ricordo del passato, ma il fondamento su cui costruire il presente e orientare il futuro».
«Ieri abbiamo vissuto un momento emozionante – aggiunge – che ha rievocato le celebrazioni di un tempo nella vecchia Cavallerizzo, quando ogni 4 novembre, al termine della Messa, venivano ricordati uno ad uno i caduti del Comune. Mi hanno colpito le lacrime non solo dei figli dei reduci, ma anche dei tanti giovani presenti. È sempre un onore ricordare chi ha servito la Patria, intesa come senso di responsabilità, onore e servizio».
Elvira Sangineto

