Sull’onda lunga della riscoperta delle opere di Dumas (vedi “Il Conte di Montrecristo”, film, serie e anche il singolo di Jovanotti), si prende la scena a pieno titolo “I Tre Moschettieri – Opera Pop“, già considerato, a pochi mesi dall’inizio del tour, fra i primi tre musical italiani di sempre.
“Tutti per uno, uno per tutti!” (che qui diventa “Noi viviamo uno per tutti, Moriamo tutti per uno!”): il motto più famoso del romanzo di Dumas, simbolo di un’amicizia incorruttibile, prende nuova vita in questa nuova versione musicale italiana de “I Tre Moschettieri – Opera Pop” prodotta da Stefano Francioni Produzioni e dal Teatro Stabile d’Abruzzo, che ha coinvolto ed emozionato anche il pubblico del Teatro “Alfonso Rendano” di Cosenza, dove ha fatto pienone martedì 4 e mercoledì 5 febbraio. Ne sono prova tangibile i lunghi applausi degli spettatori alla fine di ogni replica, ma anche le decine di persone che hanno atteso a fine spettacolo l’uscita dal teatro dei componenti del cast artistico (chi scrive non disdegna il termine cantattori), fra i migliori del panorama attuale del teatro musicale italiano.
Uno spettacolo in cui musica, prosa e danza si intrecciano in un racconto coinvolgente ed emozionante con Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone (di nuovo insieme dopo “Notre Dame de Paris” e “I Promessi Sposi – Opera Moderna”) nei ruoli di Athos, Porthos e Aramis e il tocco innovativo ed elegante di Giuliano Peparini al quale è affidata la direzione artistica e la regia; le coreografie sono curate da Veronica Peparini e Andreas Muller, i testi scritti da Alessandro Di Zio e le musiche composte dallo stesso Giò Di Tonno.
GIO DI TONNO (ATHOS) AUTORE E PROTAGONISTA
“Ho assunto questa responsabilità perchè finalmente ho sentito di potermi presentare al pubblico anche in questa veste dato che ho sempre scritto, ho sempre composto, anche cose impegnate e impegnative. Certo, la scrittura teatrale è diversa, ma ho pensato che fosse il momento giusto. Inoltre, sento questo spettacolo molto mio“. Ci racconta Giò Di Tonno, applauditissimo durante e attesissimo a fine spettacolo, dai fan cosentini.

Uno spettacolo che fa del trionfo dell’amicizia il suo leit motiv, ma non mancano la sete di potere e l’ambizione in questa storia senza tempo dove “buoni” e “cattivi” combattono una lotta quasi archetipica mettendo al centro valori quali onore, fedeltà, onestà troppo spesso messi in crisi dal mito dell’uomo contemporaneo e che i tre moschettieri portano fieri sulla punta delle loro spade. Spade che naturalmente non disdegnano di usare: perchè per l’onestà e per l’amicizia si può e si deve combattere. E per l’amore, motore di ogni azione che qui si sublima nell’incontro tra D’Artagnan (Sea John) e Costanza (Beatrice Blaskovic). Un amore che verrà spezzato dalla
sete di vendetta dell’altra protagonista femminile: la perfida Milady (Camilla Rinaldi).
“È uno spettacolo che parla di amicizia, fatto con tanti amici – prosegue Giò Di Tonno parlando dei compagni d’avventura -. Ho coinvolto Vittorio, Graziano, Cristian Mini, Leonardo Di Minno, con cui ho condiviso tantissime esperienze e, a detta di molti, sono giustissimi per i ruoli che interpretano. Si respira una bella aria quando si lavora insieme”.
“Se il musical e fra i migliori tre italiani? Non dovrei dirlo perchè sono di parte e poi sono uno che mantiene sempre il profilo basso, perciò preferisco che siano i fatti a parlare però il riscontro del pubblico fin qui è incredibile. Ci siamo confrontati con piazze difficili, dal palato fine, come Napoli, Bari, e sia a livello di numeri che di entusiasmo post-spettacolo, abbiamo raccolto tanto. Sono molto felice e curioso di vedere dove ci porterà piano piano“.


“I Tre Moschettieri” si muove fedele all’opera di Dumas ma le emozioni travalicano le pagine del libro ritrovato in un cantiere durante un incipit insolito.
Il finale, come tutti i finali, riporterà l’equilibrio e Milady sarà giustiziata. Ma lo spettatore andrà via con l’amaro in bocca. Chissà, forse perché i “buoni” sono a un tratto diventati “cattivi”? Oppure perché è proprio la morte l’unico mistero che neanche l’uomo contemporaneo è riuscito a svelare.
Intanto “I Tre Moschettieri Opera pop”, che ha fatto tappa a Cosenza grazie al lavoro del promoter Alfredo De Luca, è già ripartito verso altre piazze, atteso in altri importanti teatri italiani. E chissà che magari non lo vedremo anche sul piccolo schermo.
“Le caratteristiche ce l’ha – conclude Di Tonno -, facciamo un passo per volta, perchè non ci piace partire in pompa magna. È giusto che la gente scopra lo spettacolo piano piano. Ho la sensazione di un qualcosa di importante e questa sensazione l’ho avuta una sola volta nella vita e so com’è andata a finire. A cosa mi riferisco? A Notre Dame de Paris“.
Con queste premesse il successo dello spettacolo non poteva che essere assicurato.
A.M. e M.P.



