La storia di Stefania Filo Speziale raccontata da Rocco Romeo alla Camera dei Deputati

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Foto di Francesco Rao

È stato presentato ieri alla Camera dei Deputati, nella Sala Matteotti di Palazzo Theodoli Bianchelli, il volume “Stefania Filo Speziale. Conversazione con un’ombra di luce” dell’architetto e docente calabrese Rocco Romeo.

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali dell’Onorevole Gianpiero Zinzi, membro Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici. A seguire, il saluto della scuola ospite affidato a Raffaelina Varriale, preside del Liceo Scientifico “Emilio Segrè” di Marano di Napoli. Nel corso della presentazione sono intervenuti Stefano Veneruso, regista e attore, Francesco Rao, sociologo e docente universitario Roma Tor Vergata, Francesca Chialà, artista e attivista per i diritti umani, e Angelo Lucarella, editorialista e già docente dell’Università Federico II di Napoli. A moderare l’incontro è stata Tina Raucci, giurista e attivista culturale.

Il volume, pubblicato da Armando De Nigris Editore, nasce – come spiega l’autore – “dal bisogno di restituire voce e luce a una donna che ha fatto la storia senza mai cercare clamore”. Questo è l’intento che attraversa l’intero saggio, costruito come un dialogo ideale con una protagonista che ha inciso profondamente nel tessuto urbano e nella formazione architettonica italiana.

Architetta pioniera e donna di straordinaria visione, Stefania Filo Speziale fu la prima donna a laurearsi in architettura presso l’Università Federico II di Napoli e la prima ad insegnare composizione architettonica in Italia, in un contesto professionale e accademico fortemente dominato dagli uomini. Collaborò con grandi maestri come Marcello Canino e partecipò alla realizzazione di alcune delle opere più significative del razionalismo napoletano, tra cui la Mostra d’Oltremare, il più grande spazio per fiere, congressi e spettacoli di musica e teatro a Napoli.


“La Speziale non ha mai cercato ribalte – afferma Romeo – ma ha lasciato tracce profonde nel paesaggio urbano e nella memoria culturale del nostro Paese. È stata una donna determinata e consapevole in un’Italia che stentava ancora a riconoscere pienamente il ruolo femminile nelle professioni. La sua vita è un esempio per le giovani generazioni”.

Elvira Sangineto