Si appresta al debutto editoriale il saggio “Praia, a mare con…: anatomia di una Rassegna d’autore tra pedagogia, semiotica, sociologia ed editoria” di Egidio Lorito. Un’opera che non si limita a ripercorrere la storia, ma svela l’essenza più profonda di ciò che è ormai diventato il salotto culturale calabrese per antonomasia.
La Rassegna, che da quasi un ventennio trasforma la cittadina tirrenica in un centro di irradiazione culturale, affonda le sue radici nel 2007. Dopo una lunga esperienza formativa a Maratea con “Alta Marea”, Rassegna organizzata dall’agenzia letteraria Delia, Egidio Lorito – avvocato e giornalista – intuisce la possibilità di esportare quel modello a pochi chilometri di distanza, da sempre convinto che il turismo culturale rappresenti – come scrive Enzo Nocifora – “il petrolio del Mezzogiorno, la risorsa che l’Italia meridionale non ha ancora utilizzato per finanziare il proprio sviluppo locale”.
Da questa scommessa è germogliato un vero e proprio dono per la comunità.
Non a caso si riporta il termine dono che ha emozionato il deus ex machina della Rassegna quando è stato pronunciato, per definirne l’impegno e la visione, da Gabriella Fondacaro, assessore alla cultura del Comune di Tortora, e Giancarlo Costabile, docente Unical di Pedagogia dell’antimafia
Il saggio è impreziosito da autorevoli contributi. Luciano Corradini – docente di pedagogia generale all’Università Roma Tre – lo definisce un “libro festoso e vittorioso”, una testimonianza della “credibilità scientifica e umana del suo Autore, che è essa stessa eloquentissima lezione di pedagogia”. Ruggero Eugeni – docente di semiotica dei media all’Università cattolica di Milano -, con precisione quasi filologica, analizza la preposizione “con” presente nel titolo della Rassegna: un termine che evoca l’essere “insieme alle storie e alle memorie dei territori, insieme alle persone tra le quali passiamo nella nostra vita e a cui passiamo qualcosa che nè noi nè loro sapevamo di poter mai possedere”.
Sotto il profilo sociologico, Tullio Romita, docente Unical di sociologia dell’ambiente e del territorio, inquadra la kermesse come un caso di consumo culturale collettivo: quello che nacque come prodotto per residenti e turisti ha mutato la propria ontologia, divenendo uno strumento sofisticato capace di far dialogare letteratura e società.
Mentre per Vincenzo D’Elia, agente letterario, l’opera di Lorito non è un semplice resoconto, ma l’esemplificazione di come si possa “vivere di parole”, a patto di ordinarle con quel “geniale colpo di simmetria” e quella sequenza emotiva che trasforma l’evento in un successo duraturo.
Dopo 18 edizioni esaltanti, il bilancio segna un cambiamento epocale: se un tempo era l’organizzatore a dover contattare insistentemente le case editrici per assicurarsi nomi di maggiore risalto editoriale, oggi è la Rassegna stessa a essere diventata fonte di attrazione.
Ma oltre i numeri, che pure parlano di piazze affollate da migliaia di persone e di costanti sold out, ciò che resta è un “profondo atto di amore e di riconoscenza” verso tutti coloro che hanno percorso insieme a Lorito questa strada culturale che è ormai diventata – come egli stesso afferma – una strada politica, una missione per rinvigorire l’appartenenza ad una Comunità.
In questo mosaico di analisi, avverto il dovere, e insieme il privilegio, di una nota personale. Come giornalista che ha avuto l’onore di intervenire a due significativi eventi della Rassegna, l’essere citata tra le pagine del saggio dallo stimato collega non rappresenta un mero riconoscimento professionale, ma una profonda risonanza emotiva. Il sigillo di un’esperienza autentica.
Elvira Sangineto


