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Beniamino Andreatta, il primo Rettore dell’Unical e l’attualità del suo pensiero

ROMA (RM) L’attualità del pensiero politico del senatore Beniamino Andreatta a poche ore del nono anniversario della sua scomparsa, essendo deceduto a Bologna il 26 marzo 2007, è stata rimarcata nel corso di una manifestazione che si è svolta nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed innumerevole altre autorità e personaggi del mondo della politica ed accademica italiana. E’ il caso di segnalare il Presidente onorario, Giorgio Napolitano, i presidenti, Romano Prodi e Mario Monti, il Ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, la Presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, ed altri ancora.

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Un incontro promosso dall’Arel, l’Agenzia di Ricerche e legislazione fondata trent’anni addietro da Nino Andreatta, per presentare il numero speciale della rivista di cinquecento pagine dedicata proprio al suo fondatore  con il titolo “Andreatta Politico”, curata da Mariantonietta Colimberti ed Enrico Letta, che raccoglie scritti, articoli, relazioni, interviste, discorsi pronunciati da Andreatta dal 1976 al 1999, subito dopo il suo abbandono dell’incarico di Rettore dell’Università della Calabria che diresse dal 1971 al 1975, fino a quando giunse il suo silenzio per il malessere che lo colpì il 15 dicembre 1999 in una seduta parlamentare notturna per la sessione di Bilancio.

Ventitre anni  d’impegno politico in cui divenne – ha sottolineato Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, nel suo intervento di saluto portato ai familiari, alle autorità ed alle innumerevoli figure intervenute nella circostanza, “ un protagonista di primo piano della vita politica e istituzionale, un economista, uno stimato docente universitario, uno studioso attento ai mutamenti della società. Anni in cui da deputato e da Ministro con i suoi incarichi ha lasciato la sua impronta di persona competente ed innovativa”.

“Anni in cui – ha puntualizzato Enrico Letta nel suo intervento di presentazione del libro, descritto nella sua impostazione da Mariantonietta Colimberti – abbiamo vissuto vicende cruciali e a volte drammatiche della storia del nostro paese e dell’Europa che ci hanno consegnato un gigante della nostra storia repubblicana apprezzandone la figura di uomo delle istituzioni innanzitutto ed uomo di partito animato nel perseguire tante battaglie”.

Una personalità libera di caratura internazionale ed umana nello stesso tempo analizzata nella circostanza dalle testimonianze di Ferruccio De Bortoli e Angelo Panebianco che ne hanno rimarcato la grande modernità soprattutto nella parte in cui si mettono in gioco i valori alti della politica.

La modernità e l’attualità di Andreatta secondo Enrico Letta possono essere individuate in sette lezioni come possibili spazi di analisi ed approfondimenti formativi per le nuove generazioni, che dovranno essere messe nelle condizioni di credere nella politica quale progetto collettivo e non come avventura di una singola persona.

Se con questo lavoro è stato ricostruito il pensiero politico di Beniamino Andreatta è tempo ormai di conoscere a fondo anche la sua figura di docente universitario nel rapporto con gli studenti e soprattutto di accademico impegnato nel governo dell’Università partendo dai quattro anni trascorsi in Calabria nel dare a questa terra la sua prima Università. Una esperienza che Enrico Letta ha annunciato come possibile nuovo impegno dell’Arel, attraverso la pubblicazione di un numero speciale della rivista. Un’ idea progettuale accolta con entusiasmo dall’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, rappresentata nell’incontro romano dal suo portavoce, Franco Bartucci; nonché dallo stesso Rettore dell’Ateneo, Gino Crisci, informato subito dopo l’annuncio della proposta.

Anzi dovrebbe essere il Ministro alla Funzione Pubblica, Marianna Madia,  ad iniziare questo percorso di studio su Beniamino Andreatta in Calabria affrontando nel campus universitario di Arcavacata il tema della modernità nella gestione dei servizi della Pubblica Amministrazione, dove per il Rettore Andreatta valori quali l’efficienza, la trasparenza, il diritto d’informazione, il rapporto con le forze politiche e le organizzazioni sindacali erano all’ordine del giorno fin dall’inizio del suo mandato di Rettore. Andreatta fu nominato componente del Comitato Ordinatore della Facoltà di Scienze Economiche e Sociali il 28 aprile 1971; mentre il 28 maggio dello stesso anno fu eletto rettore dell’Università della Calabria.