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Dall’agroalimentare, ai trasporti fino alle truffe all’Inps. Così operava il ‘cartello’ dei Forastefano

COSENZA – Nelle prime ore della mattinata odierna, 16 febbraio 2021, il Servizio Centrale Operativo e le Squadre Mobili di Cosenza e Catanzaro, supportati da pattuglie di diversi Reparti Prevenzione Crimine, nonché dalle Squadre Mobili delle Questure di Salerno e Forlì-Cesena, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il Procuratore della Repubblica dott. Nicola Gratteri, il Procuratore Aggiunto dott. Vincenzo Capomolla e il Sostituto Procuratore dott. Alessandro Riello, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP distrettuale nei confronti di 17 soggetti appartenenti o comunque vicini al clan di ‘ndrangheta FORASTEFANO di Cassano all’Ionio (CS) accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, violenza privata, trasferimento fraudolento di valori, e truffa, ipotesi di reato, delitti anche aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.

Operazione KOSSA

L’indagine (c.d. KOSSA, dalla antica denominazione di Cassano) dell’operazione condotta dalla Polizia di Stato con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, ha ricostruito l’attuale operatività della cosca dei “Forastefano”, rigeneratasi dopo gli interventi giudiziaria intervenuti nel 2008, attraverso il consolidamento del proprio programma di penetrazione nel tessuto economico della Sibaritide, in particolare nel settore agroalimentare e in quello dei trasporti avvalendosi della “forza dell’intimidazione tipica dell’associazione mafiosa”.

L’azione del sodalizio si è concretizzata a danno degli altri imprenditori che operano nel settore agroalimentare nell’area della Sibaritide tra le quali anche un’azienda, con sede nella provincia di Ferrara, di livello europeo nel campo della commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli, il cui rappresentante legale, con riferimento alle attività imprenditoriali avviate dall’azienda ferrarese nella Sibaritide, è risultato vittima di una lunga serie di vessazioni consistite in ripetute richieste in denaro per servizi di guardiania e arbitrarie maggiorazioni di corrispettivi contrattuali ottenute anche mediante minacce esplicite di ritorsioni.

L’operatività della consorteria criminale si è espressa anche subentrando direttamente nella gestione delle aziende tramite le imprese di riferimento e riconducibili agli esponenti del sodalizio, che, all’occorrenza risolvevano le trattative sindacali con intimidazioni finalizzate a silenziare i sindacalisti che osavano sollevare obiezioni negli interessi dei lavoratori.

La forza di intimidazione del sodalizio criminale dei Forastefano ha generato un diffuso timore tra gli operatori commerciali e gli imprenditori vittime di estorsioni, per godere della “protezione” delle loro attività economiche e beni aziendali.

 

Si tratta di un sodalizio che estende la sua influenza su un territorio caratterizzato, in tempi recenti da una sequenza di vicende omicidiarie, che denota la pericolosità della criminalità operante nell’area.

 

A fronte degli imprenditori che, a differenza del passato, hanno denunciato le vessazioni subite, altri sono stati cooptati, a vario titolo, dal sodalizio, anche per programmare e consumare, avvalendosi delle società da questi gestite nel settore agricolo, sistematiche truffe ai danni dell’INPS, con l’apparente rappresentazione di rapporti di lavoro fittizi, fonte di finanziamento del sodalizio medesimo.

 

Le mire imprenditoriali si sono estese inoltre al settore degli autotrasporti, monopolizzato grazie a un “cartello” di ditte riconducibili, direttamente o indirettamente, al clan e votato all’acquisizione, spesso forzosa, delle commesse di altri operatori del settore.

 

Una penetrazione quasi totalizzante nel tessuto sociale ed economico della zona, resa possibile anche dalla pax mafiosa stipulata con gli storici rivali con i quali si sono in passato contrapposti per il controllo criminale.

 

Il superamento della antica contrapposizione è, plasticamente, evidenziato dalla consumazione di alcuni reati di estorsione e truffa nei quali concorrono soggetti che gravitano nei contesti delle storiche consorteria un tempo avversarie.

 

L’indagine ha, ancora una volta, registrato la necessaria cooperazione, al fine del perseguimento del programma del sodalizio di ‘ndrangheta, da parte di professionisti e imprenditori per i quali è stato ipotizzato il concorso esterno in associazione mafiosa, per avere, in particolare i professionisti (un avvocato e un commercialista), assunto il ruolo che può definirsi di “consigliori”, lasciandosi coinvolgere nell’attività degli esponenti del sodalizio di ‘ndrangheta, fornendo consigli, pareri ed assistenza contra legem, suggerendo sistemi e modalità di elusione fraudolenti, funzionali a conseguire gli scopi dell’associazione stessa.

 

 

Con la ordinanza eseguita in data odierna è stato disposto anche il sequestro preventivo di terreni, fabbricati, quote societarie, imprese individuali e autovetture riconducibili a membri della famiglia Forastefano o ai loro prestanome, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

I NOMI

In particolare, sono stati raggiunti dal provvedimento cautelare:

 

Destinatari di custodia in carcere

 

FORASTEFANO Pasquale, detto “l’Animale”, cl. 87, di Cassano all’Ionio (CS);

 

FORASTEFANO Alessandro, cl. 91, di Cassano allo Ionio (CS);

 

MASSA Domenico, detto “Cicciotto”, cl. 77, di San Lorenzo del Vallo (CS);

 

TALARICO Luca, cl. 85, di Spezzano Albanese (CS);

PIGNATARO Agostino, cl. 81, di Spezzano Albanese (CS), domiciliato a Forlimpopoli (FC);

BEVILACQUA Stefano, cl. 85, di Cassano allo Ionio (CS);

ANTOLINO Antonio, cl. 85, di Cassano allo Ionio (CS);

FALBO Leonardo, cl. 80, di Cassano allo Ionio (CS);

 

ARCIDIACONO Gianfranco, cl. 87, di Trebisacce (CS);

 

ABBRUZZESE Nicola, detto “Semiasse”, cl. 79, di Cassano allo Ionio (CS);

 

Destinatari di arresti domiciliari

 

ARCIDIACONO Alessandro, cl. 69, di Cassano allo Ionio (CS);

 

LENTO Saverio, cl. 59, di Altomonte (CS);

ELIA Damiano, cl. 72, di Cassano allo Ionio (CS);

INTRIERI Francesca, cl. 92, di Castiglione Cosentino (CS);

 

ELIA Andrea, cl. 85, di Cassano allo Ionio (CS);

 

PESCE Vincenzo, cl. 66, di Cassano allo Ionio (CS), commercialista;

 

BISANTIS Giuseppe, cl. 67, di Capaccio Paestum (SA), avvocato.

Colpito il “centro” della ‘ndrangheta, numerosi arresti nel reggino e nella sibaritide

CATANZARO – Doppio colpo contro le cosche della ‘ndrangheta in Calabria. Nel reggino una vasta operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria per l’esecuzione di provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di numerose persone accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, trasferimento fraudolento di beni.

L’operazione ha colpito il “mandamento” centro della ‘Ndrangheta.

La Polizia di Stato sta invece eseguendo un’operazione per l’esecuzione di 17 misure cautelari a carico di altrettante persone appartenenti o vicini alla cosca di ‘ndrangheta dei Forastefano, le cui attività criminali sono concentrate nella Sibaritide. I reati contestati alle persone coinvolte nell’operazione sono, a vario titolo, associazione per delinquere di stampo mafioso, riciclaggio di denaro, estorsione e intestazione fittizia di beni. Eseguiti alcuni sequestri di società e imprese.