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Nico D’Ascola (AP): Area Popolare continua a portare avanti i propri temi in materia di prescrizione

GIUNTA PER LE ELEZIONI“Si è svolta ieri mattina 30 giugno alla presenza del Ministro della giustizia, Andrea Orlando, una riunione con i capigruppo di Area Popolare e Partito democratico, per discutere dei temi della prescrizione”. A dichiararlo è il senatore Nico D’ Ascola responsabile giustizia Area Popolare. “Le forze politiche presenti sono rimaste sulle loro posizione, senza giungere ad un accordo. E’ stata proposta, dunque, la formazione di una Commissione ristretta che sarà composta oltre che da me, dalla senatrice Capacchione e dal deputato Ermini, al fine di risolvere i conflitti. Area Popolare, continua a portare avanti i propri temi in materia di prescrizione. Siamo favorevoli a un aumento dei termini per scongiurare anche la percentuale, se pur minima dei reati prescritti come è emerso dai dati forniti dal Ministero della giustizia, ma tutto quello che è ulteriore, determina processi troppo lunghi. E’ necessario trovare un bilanciamento. Area Popolare è anche disposta a rinunciare alla prescrizione, ma creare una struttura determinata dei processi, con termini perentori tra una fase e l’altra, che li faccia compiere in tempi rapidi. Il problema è che la prescrizione deve essere aumentata limitatamente ai reati di corruzione, evitando che gli eccessi portino a processi troppo lunghi.  Bisogna distinguere i termini della prescrizione per la corruzione da quelli degli altri reati Un processo che non ha mai termine, espone a un rischio di incostituzionalità. Dobbiamo giungere ad un rapporto di giusto equilibrio tra la riduzione del rischio di prescrizione, sino portarlo ai casi marginali, non ipotizzabili nemmeno astrattamente,  con la certezza di un processo che sia in qualche modo caratterizzato da una durata ragionevole, insistere sulla eliminazione della prescrizione ci porterà ad avere processi della durata irragionevole”.

Amantea, la Corte di Cassazione rigetta il ricorso della Procura contro il dissequestro del porto

Screenshot_2015-06-24-20-40-14-1L’interesse della comunità al di sopra di tutto. Anche la Cassazione ha decretato il corretto agire dellesecutivo guidato dal sindaco Monica Sabatino. Il pronunciamento della Suprema Corte si riferisce alla vicenda relativa al sequestro del porto turistico, avvenuto lo scorso anno. Come si ricorderà, a distanza di qualche settimana dallinsediamento della giunta, gli uomini della Guardia Costiera, che agirono su disposizione della Procura della Repubblica di Paola, sequestrarono lapprodo. La decisione di appore i sigilli in quelloccasione fu presa dal procuratore capo di Paola Bruno Giordano, in attuazione di quanto prescritto dal giudice per le indagini preliminari Carmine De Rose. L’attività investigativa aveva portato alla contestazione di reato ai membri della Commissione straordinaria che erano stati posti alla guida della città, a seguito dellingiusto scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. Una decisione che venne spazzata via dalla sentenza del Consiglio di Stato che reintegrò lesecutivo guidato dallallora sindaco Franco Tonnara. Agli indagati furono contestate violazioni allarticolo 110 del Codice Penale ed agli articoli 54 e 1161 del Codice della Navigazione, per aver arbitrariamente occupato suolo demaniale marittimo mediante la struttura portuale sita in località Campora San Giovanni del comune di Amantea, consentendo di trarre un ingiusto profitto e vantaggio patrimoniale a danno dellerario.

L’esecutivo guidato dal sindaco Monica Sabatino si oppose al sequestro della struttura e riuscì ad ottenere parere favorevole dal Tribunale del riesame, partendo dal semplice quanto fondamentale presupposto che il sequestro di un bene demaniale ne impedisce la fruizione alla collettività che subirebbe dunque un danno dalladozione di tale misura. Il legale del comune di Amantea, lavvocato Nicola Carratelli, ha messo in luce come lente comunale sia tenuto alladempimento dei propri doveri di gestione nei confronti della società civile amministrata. Conseguentemente non sarebbe corretto chiudere uninfrastruttura colpendo in primis chi la utilizza. La Corte di Cassazione ha sposato in pieno la tesi dellavvocato Carratelli, rigettando listanza della magistratura paolana. Il porto di Amantea, dunque, rimane fruibile e non potrà più essere posto sotto sequestro per le motivazioni oggetto di causa.

«La soddisfazione per questa sentenza  spiega il primo cittadino è grande. Primo perché testimonia lonestà e la buona fede profusa nella gestione della cosa pubblica da parte di tutta lamministrazione comunale; secondo perché attesta il coraggio dellintero esecutivo che per difendere la città ed i servizi che essa offre non ha avuto esitazioni nel rivolgersi alla giustizia, ottenendo il risultato sperato. Un plauso e un ringraziamento va rivolto allavvocato Carratelli che ha istradato la difesa sulla strada giusta facendo rilevare il dovere dellente comunale di preservare i diritti della popolazione».

«Una sentenza  afferma lassessore con delega al porto Gianluca Cannata  che certifica il nostro impegno verso il miglioramento ed il lancio definitivo di questa infrastruttura. Le cose da risolvere sono certamente tante, ma il cammino intrapreso è senza ombra di dubbio quello giusto».