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Ospedale Locride, Calabrese non si arrende

LOCRI (RC) – L’ Ospedale della Locride è sempre a rischio rìdimensionamento,  e cos’ per fornteggiare la questione arriva un accorato appello da partìe del sindaco Calabrese che invita i cittadini a prendere parte alla manifestazione prevista per sabato 17 ottobre a difesa del locale Nosocomio:

“Scendete in strada al nostro fianco!!! Il mio sincero ed accorato appello è rivolto ai cittadini della Locride, che, una volta per tutte, hanno la reale opportunità di dimostrare quanto ci tengono a questo territorio.  Abbiamo tutti quanti la possibilità di far vedere all’Italia intera la nostra unità, se questa realmente esiste.

            Un appello che parte da considerazioni sullo stato di arretramento in cui versa tutta la Locride: “Hanno tagliato i treni che collegavano la Locride con il Nord Italia, anche se di treno portavano solo il nome, accontentandoci nel 2015 di avere una linea non elettrificata (sic!) e un servizio non consono al prezzo pagato, pur di poter partire e arrivare nelle nostre stazioni.Locri

            Hanno deciso di non investire quanto promesso per la realizzazione di arterie stradali veloci: ne è limpido esempio la variante della nuova strada statale 106 che ha visto la luce dopo oltre un trentennio di parole e che negli anni ha subito riduzioni di tratte, isolando così paesi certi di avere una strada importante vicina per poter uscire dalla loro nicchia territoriale. Nei comuni più piccoli e interni rispetto alla costa, hanno deciso di offrire un servizio postale a singhiozzo, con aperture a giorni alterni (quando va bene). (..) Ora, dulcis in fundo, come se nulla fosse, – spiega Calabrese –  hanno deciso di toglierci la Sanità con la prossima chiusura dell’Ospedale di Locri che, per varie contingenze, è diventato l’unico ed effettivo Ospedale della Locride, il solo tra Reggio e Catanzaro, quindi nell’arco di 200 chilometri. Prima hanno attuato l’accorpamento con l’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria, togliendo l’autonomia (in termini di gestione economica e sanitaria) al Nosocomio di Locri. Poi hanno deciso di trasformarlo in un Ospedale Spoke (riuscendo soprattutto nel loro principale intento: non far capire ai cittadini cosa volesse realmente significare), attuando però politiche totalmente diverse rispetto a quanto stabilito per legge per una struttura “Spoke”, basate sul NON finanziamento, sul NON investimento sul personale, sul NON adeguamento e/o manutenzione di macchinari ed attrezzature fondamentali per l’attività ospedaliera.”

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