8@30 in piazza

Mimose non solo per un giorno

COSENZA – Una sola parola è spesso troppo riduttiva per descrivere le infinite sfumature attraverso le quali si declina un concetto, se poi il concetto in questione è la donna allora il discorso si complica ulteriormente.
Musa, sovversiva, puttana, custode della creazione, sovrana nella distruzione, guerriera capace di combattere senza armi su letali campi minati, eroica mai stanca di lottare per la libera autonomia del proprio corpo, indignata davanti a ogni piccola e grande ingiustizia, fiera nell’amare persino quando diventa pericoloso, ma anche più semplicemente figlia, madre, moglie e potrei continuare ancora e ancora.
Oggi giovedì 8 marzo viene celebrata una festa nata da un’idea socialista che ha poco, o meglio ancora, nulla a che fare con la manifestazione a cui siamo abituati da decenni, conosciuta come la “Giornata Internazionale della Donna”.
Certo da festeggiare c’è ben poco, le donne ancora oggi continuano a essere le principali vittime di stupri, di violenze fisiche e psicologiche, le donne continuano a essere sfruttate da ordini sociali patriarcali piuttosto che economici e politici, le donne continuano a essere sessualmente discriminate nel mondo del lavoro e il più delle volte in modo subdolo e sleale.
Eppure la storia ci insegna che l’altra metà del cielo è abilissima nel nutrire, nell’istruire, nel conquistare senza spade e scudi, contribuendo in maniera decisiva nella crescita economica e nello sviluppo sociale se solo avesse la possibilità di sviluppare totalmente il proprio potenziale produttivo.
Quella dell’8 marzo è nata come una giornata di lotta per non dimenticare i tormenti, i maltrattamenti e i soprusi che tutte le donne del mondo sono state costrette a subire e che ancora oggi continuano ad affliggerle, era questa la sola e unica essenza della Festa delle Donne e non quella di ridursi a uno squallido evento commerciale da consumarsi in un locale piuttosto che in una discoteca.
Qui c’entra poco il femminismo, l’orgoglio di essere donna non passa attraverso la necessità di dimostrare a tutti i costi di essere migliori o più capaci degli uomini, piuttosto lo scopo di questa giornata è quello di fermarsi e riflettettere sull’estenuante fatica nella quale ogni donna quotidianamente si imbatte per ottenere gli stessi diritti e le stesse opportunità del genere maschile e fare in modo che non sia più così.
Donne non arrendetevi mai, continuate a stare in trincea, siate sempre intrepide nel varcare l’invisibile, perchè come diceva Friedrich Nietzsche “tutte le cose veramente grandi, a prima vista sembrano impossibili”.
Dimenticavo, auguri oggi e sempre.

Gaia Santolla

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