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PD Cosenza, Aiello commissario cittadino. Volano stracci tra Magorno e Guglielmelli

Ernesto-MagornoCOSENZA – Ernesto Magorno se l’è legata al dito. Non ha digerito la partecipazione del segretario provinciale del Pd di Cosenza all’interpartitica organizzata da Incarnato con tutte le altre sigle della coalizione di centrosinistra. Eppure Magorno era stato chiaro nell’imporre il suo veto.  Ma questa circostanza non ha scoraggiato Guglielmelli, accentuando così la frattura che agita da tempo le stanze bruzie del Partito Democratico, proprio in prossimità delle amministrative di primavera. Adesso Magorno ha gettato sul tavolo il carico pesante. Ha nominato un commissario cittadino, e non uno qualsiasi, ma il parlamentare Ferdinando Aiello, eletto nelle file di Sel e approdato nell’ala renziana, alla corte del cosentino Ernesto Carbone. Il motivo ufficiale? E’ spiegato in una comunicazione che Magorno ha inviato allo stesso Guglielmelli e ai segretari dei circoli di CosenzLa missiva recita, tra l’altro: “Nella città di Cosenza sono costituiti diversi Circoli ma, ad oggi, non è mai stata istituita l’Unione comunale e, di conseguenza, il PD non ha un segretario cittadino, né un’Assemblea. Tale situazione non è più sostenibile, anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative che non possono essere affrontate senza una guida politica”. Poi Magorno aggiunge: “Vi comunico dferdinando aielloi aver nominato Commissario cittadino del Pd di Cosenza l’on. Ferdinando Aiello che avrà il compito di svolgere le funzioni proprie di Segretario cittadino e di avviare, nei tempi e nei modi che riterrà congrui, un percorso condiviso che consenta di aprire l’iter congressuale che vedrà l’elezione del nuovo Segretario cittadino”. A stretto giro ha risposto, in maniera a dir poco piccata, Luigi Guglielmelli: “Il provvedimento è palesemente contrario alle norme statutarie e pertanto è da ritenersi illegittimo, inefficace e comunque nullo. A norma di Statuto, infatti, il Segretario regionale può, sentito il Segretario provinLuigi-Guglielmelliciale, commissariare i circoli territoriali. Nella fattispecie ho appreso solo a cose fatte della tua nomina. La cosa ancor più grave è che non vengono commissariati i circoli locali, ma viene nominato un nuovo organismo con il compito di aprire la fase congressuale cittadina”. Quindi arriva l’affondo di Guglielmelli: “Ti ricordo che da luglio ti sto chiedendo le tessere per avviare la fase di tesseramento provinciale 2015 e che ad oggi nessuna tessera mi è stata consegnata”. Insomma nel Pd cosentino è guerra aperta con l’ala renziana, rappresentata da Magorno e Aiello che tenta di mettere all’angolo quella bersaniana, che ha in Oliverio la sua massima espressione in Calabria, ma anche in parlamentari di peso come Enza Bruno Bossio che su facebook commenta in maniera caustica: “Bisogna spiegarmarco-ambrogioe a qualcuno che le regole democratiche si rispettano, non si calpestano”. Intanto, mentre Mario Occhiuto viaggia spedito nella costruzione della sua coalizione, il Partito Democratico è a pezzi, ostaggio di una lotta interna che determina continui rallentamenti nell’individuazione del candidato alla poltrona di primo cittadino. Ancora non è chiaro se la scelta passerà dalle primarie o se giungerà infine un personaggio calato dall’alto. I nomi che si rincorrono sono noti: dallo stesso Guglielmelli a Marco Ambrogio che rivendica una chance in forza delle quattromila preferenze ottenute alle regionali 2014, di cui circa 1.100 in città; da Maria Francesca Corigliano, gradita ad Oliverio, proveniente dalla gavetta e dai suoi ruoli di assessore comunale e assessore provinciale, fino a sfiorare l’ingresso a Palazzo Campanella, a Carlo Guccione. Proprio la figura di Guccione appare la più autorevole eGuccioned il suo trasferimento a Palazzo dei Bruzi risolverebbe una serie di problemi. Intanto il Psi entrerebbe in consiglio regionale con il primo dei non eletti Franz Caruso, poi Oliverio si libererebbe di una scomoda presenza nell’assise regionale. Ma Guccione, che non è uno sprovveduto, sente aria di trappolone e accetterebbe di scendere in campo soltanto se dovesse percepire che la coalizione si ricompatti concretamente e unitariamente su di lui. Infine da segnalare la frase sibillina di Lucio Presta: “Ho la sensazione che nessuno dei nomi fin qui circolati risponde a quello del prossimo candidato della coalizione guidata dal Partito Democratico”. Solo un’ipotesi o Presta, che vanta rapporti stretti con Renzi ed il suo cerchio magico, ha saputo qualche notizia in anteprima? Il manager dei vip, che ha ufficializzato la sua candidatura alla guida di “Amo Cosenza”, ci sperava Lucio Presta ci sperava, e in fondo continua a sperarci, che il centrosinistra alla fine, convergesse sul suo movimento civico. “Se dovesse arrivarmi questa proposta sarei pronto ad accettarla”, ha detto, ammettendo subito dopo  “So che questa proposta non arriverà mai”. Lucio presta new

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