Cultura&Spettacolo

Rassegna cinematografica dedicata a “L’Arte di Eduardo”

La terza giornata della rassegna “Viaggio in Italia”, in programmazione al Teatro Auditorium Unical, è stata interamente dedicata a Eduardo De Filippo, richiamando il più ampio progetto dell’Università della Calabria partito a inizio 2014, in occasione del trentennale della sua morte. Il progetto, dal titolo “I giorni e le notti. L’Arte di Eduardo”, all’interno del quale l’Unical è stata capofila coinvolgendo le principali università da Roma in giù, ha previsto anche la realizzazione di una serie di laboratori. Uno di questi laboratori è stato curato dal regista Francesco Saponaro che ha lavorato con gli studenti su materiali drammaturgici di Eduardo, realizzando poi anche un saggio finale. Durante la giornata di giovedì 20 novembre, la rassegna “Viaggio in Italia” ha presentato un video tratto proprio dal saggio finale del laboratorio e intitolato “Visita dei giorni dispari”.

A seguire, il regista Francesco Saponaro ha presentato il suo recentissimo documentario, dedicato alla figura di Eduardo, intitolato “Eduardo, la vita che continua”, una produzione curata da Teatri Uniti e Rai5.  Secondo Saponaro il documentario restituisce l’immagine etica e politica di chi ha usato il teatro per fare un’attenta analisi della società del Novecento (Eduardo è stato anche Senatore a vita). Attraverso materiali di repertorio il documentario racconta De Filippo attraverso diverse voci di personaggi più o meno noti che hanno avuto la fortuna di incrociarlo nella loro attività lavorativa. Eduardo è visto sempre un attimo prima di entrare in scena, o un attimo dopo, e mai in scena, dal momento che quello che si voluto far prevalere è l’uomo più che l’attore. Nel documentario ci sono le testimonianze di Ferruccio Marotti, Raffaele La Capria e Francesco Rosi, che ne restituisce un ritratto “umile e curioso”, così lo definisce Saponaro durante la presentazione.

A chiudere la giornata eduardiana lo spettacolo “Dolore sotto chiave/Pericolosamente”, due atti unici di Eduardo De Filippo, preceduti da un prologo tratto da “I pensionati della memoria” di Luigi Pirandello, del quale ha curato la versione in napoletano Raffaele Galiero, studente Dams, tra i partecipanti al laboratorio eduardiano Unical dal quale ha preso il via la realizzazione dell’intero spettacolo. Lo spettacolo ha debuttato al Festival Internazionale del Teatro di Napoli ed è stato presentato anche al Piccolo Teatro di Milano.

In “Dolore sotto chiave” i buoni sentimenti diventano armi improprie per dissimulare, negli affetti, quella segreta predisposizione dell’essere umano al controllo e al dominio sull’altro. Il tema della morte incombe silenzioso e il dolore del lutto viene nascosto e soffocato da un gioco sottile di ricatti e malintesi, tipici dei contesti familiari. Ma il protagonista, il bravissimo Tony Laudadio, rivendica fortemente il suo diritto al dolore. In scena anche i bravissimi ed applauditissimi Luciano Saltarelli e Giampiero Schiano. La vicenda si colora di risvolti comici, a tratti paradossali, carichi di morbosa e grottesca esasperazione. E se in “Dolore sotto chiave” viene evocato un oggetto-simbolo, usato come sottile minaccia di suicidio: la rivoltella, in “Pericolosamente” tale oggetto si materializza e si trasforma in un vero e proprio strumento di tortura coniugale e diventa unico rimedio alle bizzarrie improvvise di una moglie bisbetica.

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