Cultura&Spettacolo

Si chiama Magliocco ed è un vitigno autoctono, antichissimo, orgogliosamente calabrese

IN VIAGGIO_MAGLIOCCO_COPERTINAAmpio servizio sulle cantine ed i produttori della Dop Terre di Cosenza sul numero monografico dedicato alla Calabria 

E’ un viaggio tra le colline del Savuto ed le vigne del Pollino, passando per Donnici, Rogliano ed il pane di Cuti, Bisignano, Castrovillari e Saracena toccando le aziende più rappresentative della Dop Terre di Cosenza e del suo vitigno più rappresentativo, il Magliocco capace di dar vita, tra le mani sapienti dei produttori del luogo, a rossi di livello internazionale. 

La giornalista Marilisa Zito ed il fotografo Franco Cogoli raccontano uomini e donne del vino cosentino nel lungo articolo “Vitigno antico da riscoprire”(corredato da foto inedite) in uscita sul numero monografico dedicato alla Calabria di “In Viaggio” il mensile di Cairo editore. 

«Si chiama Magliocco ed è un vitigno autoctono, antichissimo, orgogliosamente calabrese. Oggi recuperato e rilanciato dopo un lungo oblio da una generazione di imprenditori illuminati e inserito nella Dop di recente istituzione Terre di Cosenza». Inizia così il lungo ed appassionante racconto della giornalista romana venuta in Calabria per scoprire una calabria «fresca, verdissima, vivace. Ricca di storia, tradizioni e identità difese con passione. E naturalmente ospitalissima, come nelle migliori tradizioni del sud». 

Partendo da Cosenza il viaggio porta a scoprire le vigne dell’area del Savuto e di Donnici circondate dai castagneti dell’Azienda Terre del Gufo di Giuseppe Muzzillo e dei suoi figli, prima di giungere da Colacino Wines e scoprire le bottiglie super premiate dell’azienda nata da papà Vittorio ed oggi portata avanti dai figli Mauro e Maria Teresa. 

A nord di Cosenza il viaggio si incrocia con il sorriso di Lidia Matera, titolare di Tenuta Terre Nobili e l’Azienda Vinicola Serracavallo di Demetrio Stanacati e Flaviana Bilotti. Dalle colline dell’azienda si scorge già il profilo del Pollino sotto la cui maestosità insistono le vigne di Tenute Ferrocinto, nella zona di Castrovillari. Qui il Magliocco si chiama “lacrima” e si declina nel carattere delle aziende del territorio fino a Saracena dove tanto Ermanno e Piergiorgio Falvo dell’azienda Masseria Falvo 1727, quanto Roberto e Maurizio Bisconte di Feudo dei Sanseverino raccontano dei vini identitari del territorio. Il Graneta 2011 premiato con la Medaglia d’Oro a Bruxelles e del “Moscato Passito al Governo di Saracena” presidio slow Food ed orgoglio di una terra tutta da conoscere, con bicchiere in mano.

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