Cultura&Spettacolo

Una festa e una nuova struttura d’accoglienza: la Casa di Giusy

Associazione Gianmarco De Maria

Associazione Gianmarco De MariaTaglio del nastro per la nuova casa di accoglienza dell’associazione Gianmarco De Maria. Una giornata di festa che segna una tappa emozionante dell’attività decennale, ma soprattutto un’occasione per recuperare le forze e riprendere con maggiore slancio, tenacia e fiducia il percorso di affiancamento e sostegno ai bambini ricoverati nei reparti ospedalieri e alle loro famiglie.

La Casa di Giusy è sicuramente la risposta più indicata per stare vicino a coloro che attraversano un momento tanto doloroso della propria vita, quale quello della malattia di un figlio, per far sentire il calore e l’affetto umano a chi perde la speranza e cede allo sconforto, per allontanare la solitudine. Un ambiente confortevole e funzionale realizzato in una porzione del Convento del SS. Crocifisso di Cosenza, data in comodato gratuito da parte dei frati cappuccini. Una ristrutturazione fatta nel pieno rispetto della struttura esistente, ma con l’obiettivo di rispondere alle esigenze abitative dei nuovi ospiti. “Si è lavorato pensando soprattutto ai bambini – racconta uno degli architetti – curando ogni piccolo particolare per fare in modo che qui possano sentirsi come a casa con mamma e papà”. 20 posti letto per la sistemazione di circa 10 nuclei familiari, bagno in camera, cucina, lavanderia, tutto arricchito da tonalità di colore appositamente studiate per contribuire alla serenità della permanenza. E un occhio di riguardo è stato dedicato anche all’ambiente e al risparmio energetico. Nella Casa infatti è stato introdotto un impianto per il riuso dell’acqua piovana ed uno per il riciclo di ogni possibile materiale di combustione per il funzionamento dei condizionatori e dei riscaldamenti.

Il colore è il tratto predominante, sia nella parte operativa del primo piano dotata di sala conferenze, segreteria, reception, ecc, sia nella parte dedicata all’accoglienza vera e propria cioè le stanze per le famiglie al secondo piano. Colore come sinonimo di sorriso che viene completato in questa inaugurazione dai festosi palloncini e dalle variopinte magliette dei numerosissimi volontari che l’associazione raccoglie intorno a sé. “Impossibile elencarli tutti singolarmente – esordisce commossa la presidente Ornella De Paola – ma loro sono la forza dell’associazione: i Camici Colorati, i clown del gruppo Cucusettete, i donatori di sangue, i volontari della Casa, i membri dello staff e del direttivo e tutti coloro che con le loro donazioni e il loro sostegno hanno permesso la realizzazione di questo sogno. Questa Casa racchiude un pezzo di ciascuno di voi e di chi ha voluto regalarci un po’ del proprio tempo, così come il ricordo di tutti gli angeli che abbiamo conosciuto in questi dieci anni di attività in corsia (Gianmarco, Giusy, Rachele, ecc.)”.

La storia dell’associazione è costellata di significativi incontri provvidenziali, tra cui spicca quello con i frati cappuccini e quello con Domenico Sperlì, primario del reparto di Pediatria dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza che ha aperto le corsie ai clown. Una sinergia che è emblema della necessità di uno stretto rapporto di sussidiarietà e collaborazione tra pubblico e privato, tra istituzioni e società civile. Un aspetto sottolineato dalle altre autorità presenti, Gianfranco Scarpelli direttore generale dell’Asp, Mario Oliverio presidente della Provincia, il prefetto Raffaele Cannizzaro, che nei loro interventi hanno inserito opinioni e riflessioni sulla politica sanitaria regionale. Da più voci è emersa la necessità di valorizzare le eccellenze presenti sul territorio, quale quella del reparto diretto da Sperlì, per diminuire l’emigrazione per motivi di salute verso le altre regioni, una prassi dettata spesso dalla “smania dei calabresi di sottovalutare e disconoscere se stessi e le proprie risorse”. Discorsi che non sono solo parole di circostanza e relative al ruolo istituzionale ricoperto, ma che vengono suffragate da dati statistici e dall’esigenza di affrontare con praticità e concretezza le situazioni di sofferenza della cittadinanza.

L’inaugurazione ufficiale si è conclusa con l’intitolazione della Casa e la consegna della targa. Commovente la sorpresa preparata dagli architetti che hanno lavorato alla ristrutturazione dello stabile: poiché la struttura dista esattamente 50 passi dall’ospedale sono state realizzate 50 mattonelle con il fiore, simbolo dell’associazione, da posizione lungo il marciapiede esterno, affinché possa essere un’indicazione di percorso ma soprattutto di speranza e di accoglienza per i genitori che frequentano la Casa.

La giornata invece è proseguita anche nel pomeriggio con l’intrattenimento a cura del gruppo Cucusettete, clown di corsia, e con Simone Perrotta che ha estratto il biglietto vincente per le magliette autografate da grandi campioni da lui stesso donate.

 

 Mariacristiana Guglielmelli

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