Cultura&Spettacolo

Vittorio Sgarbi all’Unical presenta L’arte è contemporanea

COSENZA – Il professore che odia i professori, il critico d’arte che preferisce essere chiamato Onorevole, lo scrittore che privilegia essere definito il polemista, anche perché così vuole che venga scritto un giorno sulla sua lapide ovvero Vittorio Sgarbi, stamattina venerdì 28 settembre, è salito in cattedra all’Università della Calabria per presentare il suo ultimo saggio critico-letterario L’arte è contemporanea edito da Bompiani.
Con l’aiuto di diversi docenti, esperti e personalità di spicco nell’ambito artistico e architettonico come Giuseppe Chidichimo, docente ordinario di Chimica, Paolo Coen lo storico dell’arte , Stefania Bosco storico dell’arte e presidente dell’Accademia San Martino, Francesco Miglietta architetto e presidente dell’Associazione Istituto Internazionale di Ricerche e l’editore Francesco Cantagalli ha preso in esame il tema dell’opera d’arte e del consequenziale concetto di contemporaneità.
Al centro della sua opera c’è una tesi piuttosto convincente ovvero quella secondo cui l’opera d’arte è e basta e che il concetto di contemporaneo non è un’astrazione ideologica ma una più pratica questione cronologica .
Spesso alcune cose non sono quando sono state ma quando qualcuno le fa diventare quello che sono, perché è vero che l’opera d’arte ha un suo momento e una sua storia ma ogni qualvolta si disvela viene nuovamente attualizzata.
Aldilà di ogni definzione l’arte è sempre contemporanea per il solo fatto che è presente, perché rivela un aspetto di una realtà che forse non esiste ma che sicuramente siamo chiamati ad interpretare.
La bellezza dell’arte è nel tempo, sopravvive ad esso perché va oltre le epoche, perché è ciò che più resiste, noi uomini siamo lo strumento attraverso cui il tempo si esercita, noi ci consumiamo fino alla fine ma lo sguardo svogliato del Bacco di Caravaggio vivrà per sempre.
Ovviamente non sono mancate le polemiche e i suoi consueti improperi quando affronta il discorso sui Bronzi di Riace, emblema sollevato dalle acque di pura contemporaneità eppure “opere tenute in ostaggio dai poteri regionali calabresi che impedendone lo spostamento commettono un arbitrio mafioso, perché l’arte è patrimonio di tutti”.
Sul finire dell’incontro è giunto anche l’Assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri che per il suo compleanno, che ricorre proprio quest’oggi, ha deciso di regalarsi la lezione dello storico e ironizzando sul discorso della lapide dichiara che sulla sua pretenderà venga scritto torno subito.
Sgarbi termina sfatando un mito dostoevskijano, purtroppo la bellezza non salverà il mondo ma urge fortemente che il mondo salvi la bellezza e forse una volta sottratta all’umano pericolo possiamo sperare anche noi di salvarci.

Gaia Santolla

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